Rapina a quattro tredicenni: due arrestati

Sono ventenni della zona, hanno opposto resistenza ai carabinieri e minacciato ritorsioni. Sono stati posti ai domiciliari



Sono agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria i due ventenni che sabato pomeriggio hanno aggredito e rapinato quattro ragazzini tredicenni presso l’area verde tra via Paolo Piazza e via Piave a Castello di Godego: ora dovranno rispondere dei reati di rapina, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. Uno dei ragazzi infatti è stato colpito da un violento ceffone che ha richiesto le cure del pronto soccorso di Castelfranco, che ha diagnosticato lesioni da trauma cranico non commotivo con una prognosi di cinque giorni.

Gli arrestati sono due giovani uno di 22 anni, (quello che ha sferrato lo schiaffo), l’altro di 24, residenti in zona e già noti per le loro intemperanze. Sabato pomeriggio hanno preso come scusa lo scoppio di un paio di petardi vicino alla loro abitazione per dare una lezione ai quattro adolescenti: uno è riuscito a nascondersi, gli altri tre sono rimasti in balia dei due ventenni, che li hanno minacciati, strattonati e poi hanno portato via loro i cellulari e quanto avevano in tasca, vivendo minuti di autentico terrore.

Le loro “gesta” però non sono sfuggite ad alcuni adulti residenti nelle vicinanze che sono subito intervenuti a soccorrere i tre ragazzi, riuscendo a farsi restituire i cellulari e chiamando le forze dell’ordine. Vista la situazione, i due aggressori hanno deciso di dileguarsi, prima che in tempo record arrivasse una pattuglia dei carabinieri. Ma poco dopo sono riapparsi nei pressi dell’oratorio e i carabinieri sono riusciti ad acciuffarli. In tasca avevano i 18 euro portati via ai ragazzi, mentre pare abbiano perso una banconota da 50 euro, sempre sottratta ai tredicenni, poi recuperata. Ma per i carabinieri non è stato facile condurli in caserma: i due ventenni hanno posto resistenza, strattonando i militari che però alla fine sono riusciti a caricarli in auto. Ma anche in caserma i due, probabilmente sotto l’effetto di alcol o di stupefacenti, non si sono calmati: i testimoni che stavano attendendo il loro turno li hanno uditi inveire e dare forti colpi alle pareti della camera di sicurezza.

Il fatto ha scatenato lo sdegno dei cittadini, in particolare dei genitori e degli altri adulti intervenuti sul posto: «Era il minimo che gli fossero dati gli arresti domiciliari dopo quello che hanno fatto: la nostra preoccupazione è però quello che succederà quando questa misura sarà tolta e torneranno a piede libero». I due, infatti, nelle fasi concitate dell’aggressione, hanno minacciato tutti di ritorsioni: «Sono due persone ben note per il loro comportamento fuori dalle righe: ora abbiamo paura, per noi e per i nostri ragazzi». —



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