«Ragazzi, e voi come state?» Gli studenti si aprono al prof

Il docente Marco Di Benedetto ha rivolto questa domanda ai suoi alunni, ricevendo indietro le difficoltà e gli stati d’animo in questo periodo dei ragazzi

montebelluna

«Decidete di star bene! ». Ai circa 300 studenti che segue nell’ora settimanale di religione alle superiori di San Donà, il professor Marco Di Benedetto, 44 anni, teologo di Montebelluna, si è rivolto così in videoconferenza. Ha voluto parlare agli studenti con parole e domande semplici. Da questo punto di partenza è successo di tutto attraverso il video. Per i ragazzi è stata una liberazione e qualcuno si è lasciato andare e ha pianto a dirotto. «Chi soffre di più questa condizione», spiega il docente, «sono i ragazzi del secondo e terzo anno. Per quelli al primo anno ci sono ancora le emozioni iniziali, quelli degli ultimi anni sono impegnati a pensare alla vicina maturità. Gli altri sono molto spaesati, a 15 o 16 anni, soprattutto nelle classi di sole ragazze, forse più sensibili. Ho pensato di sfruttare quest’ora di religione per parlare davvero con loro. Quando ho chiesto come stavano, come si sentivano, si sono lasciati andare. Mi hanno raccontato che la didattica a distanza li disorienta, che gli mancano anche le piccole cose, magari il viaggio per andare a scuola, le chiacchierate, le confidenze tra amici. Qualcuno fatica a dormire, altri non hanno appetito, altri ancora sono preoccupati e hanno paura anche per i loro cari». Ieri il professore ha scritto una lettera aperta ai ragazzi. «Dobbiamo nutrirci la mente di cose sane che siano in contatto con la natura, di brevi ma intensi momenti di contemplazione di cose belle, semplici, vere. Perché il problema di affrontare certe salite non sono le salite in sé, ma l’energia che abbiamo custodito per affrontarle e i pesi superflui di cui ci dobbiamo liberare per salire con più leggerezza». —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso