Omicidio Favaretto, quattro minori faranno volontariato con i disabili

Il tribunale dei Minorenni di Venezia li ha ammessi alla Messa alla prova: per estinguere il reato dovranno lavorare per tre anni per associazioni di volontariato che si occupano di persone fragili

Marco Filippi
Un fotogramma dell'aggressione a Francesco Favaretto, in via Castelmenardo
Un fotogramma dell'aggressione a Francesco Favaretto, in via Castelmenardo

Via libera dal tribunale dei minorenni di Venezia per la Messa alla prova di quattro minorenni, due ragazzi e due ragazze, accusati di concorso nell’omicidio di Francesco Favaretto, il 22enne morto all’ospedale Ca’ Foncello, dopo undici giorni di coma, a causa dell’aggressione del 12 dicembre 2024 in via Castelmenardo, da parte di una gang di dieci giovani che voleva derubarlo di un panetto di hashish. Per estinguere il reato, i quattro ragazzi dovranno lavorare per tre anni (mezza giornata per quattro volte alla settimana) per un’associazione di volontariato che si occupa di disabili o persone fragili presso le rispettive comunità di recupero dove sono attualmente ospitati. La finalità è proprio quella che i quattro minorenni sviluppino empatia con le persone fragili.

Lo hanno deciso questa mattina i giudici del tribunale dei minorenni di Venezia, dopo aver preso atto delle relazioni positive dei servizi sociali e delle comunità presso le quali sono ospitati. Dalle relazioni è emerso che da parte dei quattro giovani c’è stata una presa d’atto e un’assunzione di responsabilità nell’omicidio di Favaretto, cosa che inizialmente negavano. Le strade giudiziarie dei dieci giovani coinvolti nell’omicidio di Favaretto si sono divise in diversi procedimenti. Il quindicenne che aveva avuto un ruolo attivo nell’aggressione di Favaretto, aggredendolo con un coccio di bottiglia, è stato condannato in primo grado a 8 anni di galera (tra poche settimane ci sarà l’udienza in Corte d’Assise d’Appello), mentre la posizione di una sedicenne, alla quale erano stati contestati i reati di concorso in omicidio e rapina, è stata invece stralciata per “difetto di gravità indiziaria”, con conseguente restituzione degli atti alla procura dei minori.

Il processo in Corte d’Assise di Treviso per i tre maggiorenni (Toluwaloju McLinkspual Ade, 20 anni di Ponte di Piave, Angelo Riccardo Ozuna, 19 anni di Treviso, e Abi Traore, 20 anni di Ponte di Piave) accusati di concorso in omicidio, è già entrato nel vivo delle testimonianze mentre, pochi giorni fa, un quarto maggiorenne, il moldavo Marius Popa, 20 anni, è stato condannato in rito abbreviato a un anno e sei mesi di reclusione per .concorso in rapina.

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