Due ragazzi dormono sul divano all’ingresso della scuola

Bravata o scommessa tra giovani? Il caso all’esterno della scuola media Coletti a Treviso, il personale ha chiamato la polizia locale per segnalare l’accaduto

Il divano abusivo davanti alle medie Coletti
Il divano abusivo davanti alle medie Coletti

Quando il personale scolastico, venerdì mattina presto, è arrivato in via Abruzzo per entrare le scuole medie Coletti, capofila dell’istituto comprensivo 5 Nord Ovest a Treviso, è rimasto di stucco. A pochi metri dall’ingresso secondario della scuole del quartiere di San Liberale c’era un divano malconcio dove dormivano due ragazzi, con tanti di coperte, ed alcune sedie. Un salottino assolutamente en plein air e fuori posto.

Il personale ha chiamato immediatamente la polizia locale, per segnalare l’accaduto. Fra le poche certezze, tutto è stato collocato lì nella tarda serata di giovedì o nel cuore della notte, perché non c’era la sera prima, anche al calar del buio.

Difficile stabilire se sia si trattato di una bravata o di una scommessa, di un nuovo posto letto per senza fissa dimora (piaga della città, che non trova soluzioni: e ora arriva la bella stagione). Ma non è esclusa anche una provocazione, al netto che si tratta di deposito abusivo di rifiuti o di materiale che andrebbe smaltito al Cerd.

La dirigente dell’istituto comprensivo, Angela Ferraro, avvisata anch’essa immediatamente dal personale della scuola, ha disposto anche la rimozione degli inconsueti arredi avvertendo la Contarina. L’accesso da quell’ingresso è riservato agli esterni, ai docenti e al personale della scuole, non è quello dove entrano gli alunni.

Le indagini si avvarranno delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona, per capire anche con quali mezzi sia stato portato il divano proprio a fianco dell’ingresso dell’istituto.

E anche in quartiere, venerdì, non si parlava d’altro: divano e sedie sono rimasi in bella mostra per tutta la mattine fino al pomeriggio, suscitando in chi vedeva i più disparati commenti. E ovvio, mille fatidiche foto con il telefonino.

 

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