Caso di rabbia a Vittorio Veneto, l’affondo di Burioni: «Chi non vaccina il proprio animale è un pazzo incosciente»
Il noto virologo interviene sul caso esploso nel Vittoriese. Nel mirino chi ha importato il cane e chi non vaccina: «Virus terribile, si tratta di un evento gravissimo»

«Notizia gravissima. Il nostro Paese è considerato libero dalla rabbia dal 2013. Dei pazzi incoscienti hanno importato illegalmente un cucciolo di cane infettato da questo terribile virus dal Marocco che ha morso la padrona. E altri pazzi che rifiutano di vaccinare i loro animali mettono in pericolo tutti noi. Un evento gravissimo».
Con queste parole sui social, il virologo Roberto Burioni interviene sul caso della rabbia canina emerso in questi giorni nel Vittoriese.
Burioni ha annunciato che approfondirà la questione nei prossimi giorni parlandone sul proprio sito.
La vaccinazione
«Entro 15 giorni dal veterinario di fiducia per prenotare la vaccinazione del proprio cane».
È la scadenza raccomandata dalla sindaca Mirella Balliana dopo il caso di rabbia canina. Ma attraverso i social si moltiplicano le proteste contro il pagamento da parte dei proprietari. Ecco dunque che Sonia Brescacin, consigliere regionale del Gruppo Misto, presenterà questa mattina una mozione a Palazzo Ferro Fini perché sia la Regione a farsi carico, almeno per una parte, della spesa.
«Il caso del cane importato illegalmente dal Marocco e poi abbattuto per via della rabbia sta creando grande preoccupazione tra la cittadinanza di Vittorio Veneto. Le strutture sanitarie stanno lavorando con grande professionalità. Ma - propone Brescacin - è necessario che la Regione intervenga anche dal punto di vista finanziario per contribuire alla vaccinazione obbligatoria disposta dalla Ulss 2».
Il sostegno economico regionale consentirebbe, ad avviso dell’esponente del Gruppo Misto, di evitare disparità nell’accesso alle misure preventive e di rafforzare la collaborazione tra cittadini e veterinari. «Senza contare che una rapida adesione dei cittadini alle prescrizioni permetterebbe una vaccinazione più efficace.
Le risorse potrebbero essere quelle del recente Fondo istituito nell’ultimo bilancio di previsione e finalizzato al benessere degli animali. Ma al di là della copertura, l’urgenza rimane: è urgente tutelare il benessere degli animali e sostenere allo stesso tempo le famiglie interessate».
L’accusa
Il consigliere comunale Toni Da Re si chiede, invece, «se non sia il caso di imputare al responsabile del problema almeno i costi che la comunità dovrà sostenere, oltre alle dovute sanzioni per non aver tenuto in alcun conto le buone regole sull’importazione di animali».
Da Re attribuisce la responsabilità a quel «cittadino vittoriese, che infischiandosene delle normali regole volte a impedire l’introduzione di malattie faticosamente debellate nel territorio nazionale, ha di nascosto introdotto un cane raccolto in un Paese africano dove da sempre il rischio di contrarre la rabbia è altissimo ed è, quindi, responsabile».
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