Quei 10 milioni di contributi E le mani su un settore d’oro
Dietro la grande lite sulle Ogd, aggravata delle scintille sulla Prefettura e sul risiko, ballano una grande questione economica che oscilla fra gli 8 e i 10 milioni di euro, attesi dal territorio...

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Dietro la grande lite sulle Ogd, aggravata delle scintille sulla Prefettura e sul risiko, ballano una grande questione economica che oscilla fra gli 8 e i 10 milioni di euro, attesi dal territorio come forma di contributi. E una delicatissima sfida tutta politica fra Lega e Pd per il controllo del settore turistico. Sempre più strategico nella nostra provincia, che sta muovendo l’economia della Marca intera, dunque sempre più appetitoso anche per la politica.
Vediamo i due fronti, dietro le botte da orbi che nessuno fra i contendenti si è risparmiato nelle ultime settimane. Da una parte il presidente della Provincia, Stefano Marcon (Lega) e il delegato Roberto Fava (Conservatori e riformisti di Sernagiotto), dall’altra il sindaco di Treviso, Giovanni Manildo (Pd) e il suo assessore Paolol Camolei (ora della civica Treviso è).
I contributi.
Le Odg devono filtrare le istanze dei contributi che giungono dalla Marca, e che attingono ai fondi Por-Fesr dell’Ue: al Veneto è destinata una torta a di 40 milioni, in tre filoni ben distinti. Il primo sono le start up, che si spartiranno 3,6 milioni); la rete di imprese che beneficia di 6,4 milioni; infine l’innovazione nelle strutture ricettive, cui sono destinati 30 milioni. Per la Marca, appunto, una fetta fra gli 8 e i 10 milioni. I bene informati sussurrano che la Marca si sia mossa bene e con largo anticipo su due fronti: rete di imprese e alberghi.
La guerra politica.
Primo elemento: l’assessore regionale è il trevigiano Federico Caner, uno dei potenziali sfidanti di Manildo nel 2018. Secondo: La riforma ha fatto sì che la Regione si sia portata a casa anche il controllo delle politiche turistiche, degli sportelli Iat, e della promozione in sinergia con i consorzi. La Lega vuole dettar legge, in una fase in cui anche le prospettive - con i 3 percorsi ciclabili internazionali, quello in itinere lungo il Piave, il boom del Prosecco - hanno i contorni di un’autentica manna. Ma il centrosinistra vuol dire la sua. E sul piatto mette il rilancio di Treviso (e hinterland) con flussi di turisti mai visti anche nei giorni senza eventi, le iniziative e i nuovi poli culturali del capoluogo, l’amministrazione di città come Vittorio Veneto e Asolo. E pure Manildo va al voto nel 2018...
(a.p.)
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