Manda due carabinieri all’ospedale. Arrestato, dopo poche ore è già fuori. Vi spieghiamo perché

A Montebelluna pusher prende a calci e pugni i militari, uno ha trenta giorni di prognosi. Lo spacciatore, 37 anni, subito libero L’uomo era stato fermato lunedì sera: complicato l’intervento, neanche il taser era bastato

Rossana Santolin
I carabinieri sul luogo dell’aggressione
I carabinieri sul luogo dell’aggressione

Sorpreso con dieci ovuli di cocaina, aggredisce brutalmente due carabinieri mandandoli all’ospedale, ma viene rilasciato poche ore dopo l’arresto. È indagato a piede libero lo spacciatore fermato lunedì sera in via IV novembre, a Montebelluna, durante un controllo antidroga.

Un servizio di routine in uno dei quadranti più problematici della città – poco distante dal condominio Guarda– sfociato in violenza. Notati gli uomini in divisa il pusher, un trentasettenne nigeriano, ha provato a sottrarsi alla perquisizione scagliandosi contro di loro con calci e pugni. Neanche la scarica del taser è bastata a fermalo. Nel tentativo di contenerlo un carabiniere ha rimediato una frattura ad un piede (prognosi di trenta giorni), mentre il secondo se l’è cavata con ferite più lievi.

Arrestato e rilasciato

L’operazione ha tenuto impegnati sei operatori ed è terminata con un timbro della procura che ha convalidato l’arresto, seguito poi dal rilascio a piede libero in assenza di precedenti condanne a carico dell’indagato.

Le accuse nei confronti del trentasettenne sono pesanti: violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre all’accusa per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nascosti tra i vestiti il pusher aveva una decina di involucri di polvere bianca pronta per essere venduta al dettaglio.

Il controllo antidroga

L’arresto di lunedì sera è scattato durante un servizio come numerosi altri già eseguiti in uno dei quartieri più esposti a spaccio, episodi di microcriminalità e degrado. Si tratta dell’area che circonda il complesso residenziale di via Tezzon, meglio noto ai montebellunesi come il condominio Guarda, da anni sotto le lenti di amministrazione e forze dell’ordine.

Era attivo in questa zona il pusher nigeriano finito in manette che alloggiava in uno degli appartamenti del palazzo. La pattuglia dei carabinieri ha notato il trentasettenne e altri tre cittadini stranieri in piazza IV Novembre durante quella che a tutti gli effetti sembrava una cessione di droga. Notata la gazzella i quattro si sono separati fuggendo a piedi in diverse direzioni. Sono riusciti ad allontanarsi tutti tranne il trentasettenne che dopo un breve inseguimento è stato raggiunto dai militari. Avvicinato dagli uomini in divisa l’uomo ha reagito con spintoni e calci. La stazza e la forza del pusher hanno giocato a sfavore degli agenti che hanno faticato per placarlo.

Chiesti i rinforzi

Ad un certo punto gli ufficiali sono ricorsi al taser esplodendo due impulsi verso il petto del violento. Il giubbotto sembra particolarmente spesso di quest’ultimo avrebbe però agito da isolante, inibendo la scossa. Aggressivo e ormai incontenibile, l’uomo ha continuato a dimenarsi e a colpire i militari che l’hanno trattenuto impedendo che fuggisse di nuovo in attesa dei rinforzi. Il pusher è stato infine bloccato grazie all’intervento di un altro equipaggio di Pederobba.

Dopo il fermo e l’identificazione è scattata la perquisizione. Il trentasettenne aveva con sè una decina di involucri termosaldati di cocaina (circa 8 grammi) e circa 150 euro in contanti, ritenuta il compenso dell’attività di spaccio. Alla perquisizione personale è seguita quella domiciliare al Guarda che però non ha dato frutti.

I militari feriti sono stati medicati all’ospedale di Montebelluna e dimessi con trenta e cinque giorni di prognosi, nel caso più grave per un piede fratturato e contusioni alle braccia. Una violenza contro due pubblici ufficiali che in assenza di condanne passate in giudicato o di primo grado non basta per ottenere una misura cautelare restrittiva. Dopo qualche ora in caserma il trentasettenne è stato rimesso in libertà. Prosegue nel frattempo l’attività di indagine dei carabinieri per identificare gli altri presunti complici dello spacciatore, e per stabilire il ruolo del nigeriano nella gerarchia del giro di spaccio locale.

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