Prosecco, è guerra delle bollicine: Doc e Docg si sfidano sulle “riserve”

La Doc del Prosecco punta alle riserve per sostenere la produzione 2026, mentre nella Docg si accende il confronto sui vigneti eroici e sulla gestione degli stoccaggi

Federico De Wolanski
Prosecco, il tesoretto da 680mila ettolitri e la battaglia sui vigneti eroici
Prosecco, il tesoretto da 680mila ettolitri e la battaglia sui vigneti eroici

 

Oro in bottiglia, con bollicine. È il prosecco di Marca, quello nel quale le tre denominazioni Doc, Docg e Asolo-Montello, sono industrie milionarie e, più o meno palesemente: rivali.

E in questi giorni il pallottoliere è tutto proiettato a calcolare il prodotto imbottigliato e da imbottigliare, per far quadrare il conto tra produzione stimata ed effettiva. Di qui il prelievo delle “riserve”, ovvero ettolitri ed ettolitri di bollicine messe in cassaforte per garantire la produzione annuale. Un passaggio apparentemente formale in cui c’è molto da leggere.

La Doc che corre

Da quando, diciotto anni fa, il “Sistema Prosecco” venne riorganizzato con la costituzione delle Doc “Prosecco” che apriva la produzione a tutti i vignaioli di pianura (per semplificare) dal Veneto al Friuli, la denominazione ha iniziato una maratona in cui produzione e vigne sono andate aumentando di anno in anno. Oggi il tetto di produzione annuo è fisso a sei milioni di ettolitri, ovvero 660 milioni di bottiglie circa. Numeri che si raggiungono dando fondo a tutto il vendemmiato secondo il disciplinare.

E non è da meno quest’anno. Di pochi giorni fa la comunicazione del Consorzio Doc in Regione per chiedere libero accesso a tutto il tesoretto stoccato, tenuto conto «dell'attuale situazione congiunturale di mercato» ha sottolineato il consorzio, «e che la giacenza di prodotto disponibile non sottoposto a stoccaggio al 1° agosto 2026 risulta insufficiente a soddisfare la domanda stimata in circa 2.000.000 di ettolitri per il periodo agosto - dicembre 2026».

In cassa ci sono circa 1.212.000 ettolitri, nella riserva circa 680.000 ettolitri. Consumarli permetterebbe di raggiungere l’obiettivo di produzione 2026 e la Regione ha dato il disco verde. «È una procedura che ripetiamo ogni anno con continuità» sottolinea il presidente del consorzio Doc Giancarlo Guidolin, «tanto prevediamo di produrre nell’anno, e tanto copriamo». Si va a fondo, nel vero senso della parola. C’è l’idea di alzare l’asticella? «Ad oggi ile percentuali di crescita di mercato non lo rendono necessario».

La Docg che balla

Le bollicine in quota fanno da sempre della loro altitudine la specificità. Meno spazio per l’espansione (pur non mancata) che diventa segno distintivo ma oggi forse non basta più, perchè in seno alla Docg ci sono anche i terreni delle Rive e le vigne “eroiche”, quelle dove la pendenza impone una vendemmia di tanti muscoli e pochi macchinari. Una particolarità che il consorzio oggi vorrebbe tutelare, garantendo una gestione diversa alle vigne con pendenza superiore al 30%.

«Sono produttori garantiscono l’immagine valoriale della denominazione, hanno dei costi di produzione che a malapena si equilibrano col valore delle uve. Quindi», aveva detto un mese fa Franco Adami, il presidente del Consorzio, spiegando l’operazione con cui di fatto si apriva la strada a un doppio standard nella Docg, «abbiamo deciso in qualche misura di sostenerli, perché, altrimenti le Rive si desertificano». Ma la scelta è stata stoppata in corsa dalla cantina Malibran che si è rivolta ai legali dello studio veronese Dindo Zorzi.

Mentre il Consorzio mandava in Regione la richiesta di accesso agli stoccaggi e la revisione dello standard per le vigne in pendenza, la Malibran alzava il cartellino giallo chiedendo «l’inammissibilità della richiesta di stoccaggio» diversificata fra vigneti “eroici” e gli altri, e contestando la legittimità stessa della differenziazione all’interno della stessa Docg con la creazione, di fatto, «di diverse tipologie di viticoltori».

Una grana sul tavolo della Regione che nei giorni scorsi, dopo settimane di valutazioni, ha trovato la via d’uscita pilatesca: sì alla tracciatura dei vigneti eroici, ovvero una procedura (affidata ad Avepa) che permetterà di inquadrare quali vigneti siano posti in pendenza superiore o uguale al 30%; no all’immediata differenziazione di accesso agli stoccaggi tra queste vigne e le altre della Docg, «che dovrà essere gestita come istruttoria a parte». Par di capire che la divisione interna sia solo rinviata.

 

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