Cna, dossier sui medici di base: «Scoperti 70mila pazienti trevigiani»
Cna Unimpresa lancia l’allarme sulla carenza di medici di famiglia e specialisti nell’Ulss 2: 55 ambulatori senza un medico stabile e il 27% delle ore specialistiche messe a bando nel 2026 ancora scoperte

Settantamila cittadini senza medico di base. Parte da questo dato il dossier consegnato da Cna Unimpresa a Francesco Soligo, sindaco di Villorba e presidente della conferenza dei sindaci dell’Ulss 2. Il dossier fotografa “un problema strutturale di personale ancora irrisolto: nella Marca Trevigiana 55 ambulatori sono senza un medico di base stabile e circa 70.000 cittadini sono privi di un riferimento fisso; nel 2026 il 27% delle ore di specialistica ambulatoriale messe a bando dall’Ulss 2 è rimasto scoperto per mancanza di candidati, con interi settori — come neurologia, otorinolaringoiatria e ginecologia nel distretto di Oderzo — senza le necessarie disponibilità”, si legge.
Un problema che riguarda anche chi il medico ce l’ha, che a causa di pensionamenti e cambi, deve percorrere chilometri per farsi visitare o ritirare una ricetta.
Più informazione
«Gli artigiani e i piccoli imprenditori della Marca non hanno reti di protezione sanitaria alternative a quella pubblica», dichiara il presidente di Cna Unimpresa Treviso, Stefano Camarotto, «quando il sistema non risponde nei tempi giusti, sono le famiglie e le aziende a pagarne il prezzo, in termini di produttività perduta e di spese sostenute di tasca propria».
«Chiediamo informazioni periodiche sullo stato di copertura del personale», dice il direttore Fabrizio Geromel, «ma anche chiarezza sulla riorganizzazione in corso nella medicina del territorio. Le case di comunità e le nuove aggregazioni funzionali territoriali sono due scelte che si stanno sovrapponendo, e ad oggi manca una mappa pubblica di come cambieranno gli ambulatori della Marca entro fine anno. I cittadini e le imprese vorrebbero saperlo per tempo, non a riforma già avvenuta».
Le proposte
Il dossier avanza tredici proposte a Ulss 2, conferenza dei sindaci, Regione e Governo. Tra queste, Cna propone in particolare di valutare un e accordo pilota tra i fondi contrattuali di sanità integrativa — a partire da Sani.In.Veneto, il fondo del comparto artigiano a cui aderiscono oltre 115.000 lavoratori — e il sistema sanitario pubblico: «un meccanismo che permetterebbe ai soci dei fondi di acquistare prestazioni specialistiche direttamente dalle Ulss, invece di rivolgersi quasi esclusivamente al privato, portando risorse aggiuntive al sistema pubblico e riducendo i tempi di attesa per i lavoratori iscritti».
Accanto a questa, il documento propone che i Comuni gestiscano d’intesa con l’Ulss 2 la continuità della medicina di base, con particolare attenzione ai pensionamenti attesi nei prossimi anni distretto per distretto, e chiede la pubblicazione della mappa delle aggregazioni funzionali territoriali, insieme a un documento che chiarisca come si coordineranno con le case di comunità e i medici di base.
«La continuità della medicina di base nei nostri comuni, soprattutto in quelli più periferici», ha risposto Soligo, «è una delle sfide su cui siamo chiamati a lavorare, e la proposta di un ruolo più attivo dei Comuni nella gestione dei pensionamenti dei medici di famiglia va nella direzione che stiamo già esplorando».
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