Pronte a partire 350 cantinePinot nero Doc, stop da agosto

Sono 350 le case spumantistiche della Doc pronte a scattare per la produzione del Rosé dal 10 agosto. «È una scelta strategica» sottolinea il presidente del Consorzio Prosecco Doc, Stefano Zanette, «per dare un valore aggiunto alla nostra straordinaria produzione. Le prime risposte che arrivano dai mercati sono incoraggianti». Zanette conferma che nonostante il ritardo provocato dal lockdown, ci sono tutte le premesse per vendere entro fine anno 20 milioni di bottiglie. Il Glera di base tagliato con il Pinot Nero. Pinot dDoc, ovviamente. Ma in futuro – ecco la novità – potrebbe aggiungersi anche il Raboso. Zanette non azzarda l’ipotesi, ma neppure la nega. E in un futuro più lontano potrebbero arrivare altre varietà. Ad esempio il Refosco friulano, come ambirebbero gli spumantisti della vicina regione. «Stiamo registrando una fibrillazione interessante non solo da parte delle cantine, ma delle stesse autorità, perfino dei presidenti delle due regioni» conferma Zanette. Il Rosé sarà di successo perché rilancia le caratteristiche, più precisamente i profumi di fiori e frutta del Prosecco, e aggiunge quel rosso che sa di fragola, dando una freschezza unica al prodotto. «Sarà un vino abbinabile a molti piatti e proprio per questo – afferma Michele Zanardo, presidente del Comitato Vini Nazionale – avrà successo». Ci sono vignaioli che hanno messo in conto di piantare in pianura Pinot nero, ma quello che integrerà il Prosecco Doc dovrà essere anch’esso a denominazione di origine controllata. E dal primo agosto è sospeso il riconoscimento di nuovi impianti Doc di questa varietà». —
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