Al processo Green project record di parti civili: ammessi 150 clienti
La società accusata di una truffa da 30 milioni di euro ai danni dello Stato. Alla sbarra l’amministratore Tommaso Giuliano, i suoi conti correnti passati al setaccio

Si va verso un numero record di parti civili al processo scaturito dall’inchiesta Green Project. Sono state infatti ammessi i 150 i clienti che si sono costituiti gli imputati. Per il pubblico ministero Andrea Petroni, che ha coordinato l’inchiesta, si tratta di un maxi raggiro da 30 milioni di euro ai danni dell’Agenzia delle entrate per bonus energetici ottenuti, detratti dalle imposte, ceduti a terzi e mai utilizzati per il loro scopo; e per i clienti truffati la dolorosa beffa di accordi con le finanziarie che dovranno comunque continuare ad onorare, nonostante caldaie e impianti all’avanguardia per i quali hanno sottoscritto i contratti con la società non esistano.
Ieri è andata in scena una nuova udienza davanti al giudice Andrea Innocenti, secondo tempo dopo la prima udienza dello scorso gennaio monopolizzata dalle parti che hanno chiesto di potersi costituire contro Tommaso Giuliano, titolare della Green Project Agency e imputato principale nell’inchiesta, e Luigi Marotta, responsabile della rete di agenti della società.
La Green Project Agency, società veneziana con contabilità e collegamenti a Treviso, è finita al centro di un’indagine durata due anni, dal 2022 al 2024, condotta dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza di Mira.
Le risultanze investigative sono confluite nella richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Venezia nel settembre 2024: faldoni di contratti, analisi contabili e fiscali, ricostruzioni di flussi finanziari che delineano un sistema di fatture fittizie, crediti fiscali non dovuti chiesti alle banche e una rete di ditte cinesi utilizzate - per l’accusa - per trasferire all’estero beni o trasformare il denaro in gioielli e lingotti d’oro.
La società è stata messa in liquidazione giudiziale lo scorso anno, dopo un tentativo di concordato naufragato. All’accertamento passivo è emersa una situazione definita dagli investigatori di «grave crisi finanziaria»: conti quasi vuoti, debiti con il fisco e con i fornitori. Nei conti personali di Giuliano saldi giudicati non significativi, fatta eccezione per un deposito con 157 mila euro, e una cassetta di sicurezza contenente 377 mila euro in contanti. Nel magazzino aziendale beni per circa 50 mila euro, tra cui oltre 800 phon.
Davanti al Tribunale fallimentare si sono presentati 76 creditori per richieste complessive superiori ai 29 milioni di euro, con l’Agenzia delle Entrate in prima linea. Proprio il fisco sta inviando le prime cartelle ai clienti, chiamati a restituire detrazioni indebitamente utilizzate, con sanzioni pari all’importo. . Si sono invece costituiti centinaia di clienti rimasti senza impianto “green” e con conti da migliaia di euro da pagare comunque. La prossima udienza è fissata per il nove di ottobre. Saranno trattate altre questioni preliminari prima di entrare nel vivo della discussione. —e.p.
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