Pro loco a rischio: mancano i volontari
Centinaia di lettere inviate ai ragazzi del Quartier del Piave anche per conto dei Comuni, pochissime però le risposte di adesione arrivate. Allarme dell'Unpli: «Servizio civile a picco, i giovani non ci seguono»
VITTORIO VENETO. Pro Loco e comuni in crisi: insufficienti le domande di adesione al progetto di Servizio Civile Nazionale. Centinaia le lettere inviate dall'Unpli, e da tutte le amministrazioni che si appoggiano ad essa, a tutti i giovani del Quartier del Piave, ma troppo poche le risposte. E inefficaci anche le conferenze organizzate dalle amministrazioni aderenti all'iniziativa: in quella di Revine non c'era nessuno.
I responsabili delle Pro Loco negano che il problema possa assumere una tale portata, ma avanti di questo passo c'è da temere per l'organizzazione delle stesse manifestazioni sul territorio, sagre comprese. «I volontari in effetti ci sono - osservano - ma a lavorare ci si trova sempre gli stessi. Quel che manca è il ricambio». Il segnale viene anche dalla richiesta di adesioni al Servizio Civile, che permette di svolgere un periodo di volontariato nelle amministrazioni comunali o nelle stesse Pro loco.
A due giorni dalla scadenza per la presentazione della domanda dalla sede regionale dell'Unpli a Combai lanciano l'allarme: quasi nessuno si è fatto vivo, si preannuncia la carenza di personale. Una crisi diffusa, perché coinvolge sia le Pro Loco che i Comuni, che all'Unione Nazionale Pro Loco Italiane (Unpli) si appoggiano nella ricerca di giovani che prestino servizio civile nei loro uffici. Al comune di Sernaglia, che ha bisogno di tre volontari, non si è fatto vivo ancora nessuno, stessa situazione a Miane e a Follina. In realtà, fanno sapere le amministrazioni, non ne bastano così pochi, ma ne servirebbero almeno il doppio: la richiesta da parte dei comuni è inibita dallo scarso successo che il servizio civile ha avuto anche negli anni scorsi. Dei tre ragazzi che prestavano servizio nel comune di Sernaglia, nessuno, per un motivo motivoo per l'altro, lo ha portato a termine, mentre a Follina attualmente ce n'è solo uno. La scadenza per la presentazione della domanda è il 12 luglio, e le speranze di trovare il personale necessario per il prossimo anno sono ormai praticamente nulle.
E dalla riflessione che negli ambienti comunali così come in quelli delle Pro Loco è stata fatta, di fronte alle poche domande di adesione al servizio civile, sono emerse considerazioni preoccupanti in merito alle motivazioni di questo diffuso disinteresse da parte dei giovani. E' un'esperienza lavorativa, quella del servizio civile, che oltre ad essere un'occasione di crescita personale, rappresenta anche un'opportunità dal punto di vista professionale. Un anno di lavoro che offre l'acquisizione di nuove competenze, può essere riscattato a fini contributivi e dà anche punti validi per i concorsi pubblici. La fascia d'età a cui è stata rivolta la richiesta, è quella dei giovani dai 18 ai 28 anni. Secondo il presidente dell'Unpli, Giovanni Follador, causa principale della scarsa domanda di adesione sarebbe in primo luogo la difficoltà di comunicazione con i giovani. «E' un'opportunità poco conosciuta dai ragazzi - dice Follador - e questo soprattutto a causa di una inadeguata promozione fatta sia dall'Unpli che dalle amministrazioni comunali. Stiamo troppo bene economicamente - aggiunge il presidente - e anche quando qualcuno ha bisogno di lavorare per mantenersi gli studi, preferisce fare altro, dove guadagna di più».
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