«Primi casi a 11 anni Il fenomeno dilaga»

«Droga tra i giovanissimi? Il fenomeno è importante, imponente, impressionante». Lo psicologo e psicoterapeuta trevigiano Silvio Crosera commenta il fermo per spaccio di ragazzi appena 14enni. Nel suo lavoro quotidiano si scontra ripetutamente con situazioni al limite: adolescenti imbottiti di sostanze e adulti che mettono la testa sotto la sabbia. Con un abbassamento progressivo dell’età. «Ho visto ragazzini di seconda e di prima media, di 11 anni, convinti a fumare spinelli o ingoiare pasticche da quelli che considerano amici più grandi» spiega lo psicologo, che precisa come l’aggancio avvenga spesso per strada o nei parchi gioco. Si parte con uno spinello per “divertirsi” in compagnia e si passa senza neanche accorgersene e spacciare cercando di evitare la polizia. «Se il tempo degli oratori è finito forse dovremmo pensare a qualche soluzione per dare ai ragazzi luoghi protetti e valori di supporto» aggiunge Crosera, convinto che sia necessario lavorare sull’idea di festa e di divertimento distorto. Alla fine il risultato non è il benessere ma il suo contrario, unito alla perdita di rispetto per gli altri e in primis per se stessi. Il fenomeno non appare limitato a un’area geografica poiché viene replicato da nord a sud Italia, Treviso compresa, con articoli dei giornali che vedono i ragazzi sempre più piccoli protagonisti della cronaca nera per assunzione di droghe, spaccio, aggressioni, furti. «Per affrontare queste situazioni così gravi – conclude Crosera – non è sufficiente reprimere, bisogna attuare progetti seri di prevenzione sul fronte educativo». —

Laura Simeoni

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