Previmedical, braccio di ferro sui contratti
preganziol. Una cinquantina di addetti della Previmedical di Preganziol, per la maggior parte donne, hanno sfidato la pioggia, ieri mattina, per protestare contro la brusca frenata che l’azienda ha imposto alla trattativa per il miglioramento delle loro condizioni contrattuali. Il braccio di ferro tra sindacati e azienda (Previmedical è un polo assicurativo nel campo della sanità integrativa) dura da mesi. Al centro della vertenza quella che, secondo le forze sociali, è una palese ingiustizia. Sebbene le mansioni dei dipendenti siano le stesse, soltanto una minoranza può beneficiare del contratto di riferimento, quello per i lavoratori delle imprese di assicurazione, mentre gli altri sono inquadrati come lavoratori del commercio, il che significa condizioni peggiori e 250 euro lordi al mese in meno in busta paga.
rbm e intesa
Si è protratto per diverse ore il sit-in degli addetti, ieri mattina, davanti ai cancelli dell’azienda, a Preganziol. Accanto alle lavoratrici c’era Nadia Carniato, delegata dalla segreteria provinciale della Cgil di Treviso a gestire questa trattativa, che vede coinvolte le sigle sindacali di Filcams CGIL, Fisac Cgil e l’ufficio vertenze di via Dandolo. Sotto la superficie del confronto con Previmedical esiste anche un altro piano della vertenza, quello relativo a Rbm Assicurazione Salute, altra società - sempre con sede nella Marca - della galassia di cui fa parte Previmedical. La maggioranza di Rbm, infatti, è stata acquisita da Banca Intesa, che dall’attuale 51% arriverà a controllare la totalità delle quote: «Avevamo aperto un confronto ormai diversi mesi fa per capire il piano industriale di questa operazione e i progetti di Intesa, visto che il passaggio coinvolge 55 lavoratori nella provincia di Treviso» commenta Nadia Carniato, «serve un chiarimento sul futuro dell’attività».
il tavolo
Sindacati e lavoratori da una parte, manager e azienda dall’altra si erano riavvicinati nei mesi scorsi, quando sembrava che la trattativa sarebbe andata in porto senza (altri) scossoni. Effettivamente alcuni lavoratori (una quarantina) erano transitati dal contratto del commercio a quello delle assicurazioni. Troppo poco, se si pensa che a Preganziol lavorano in 380. «Giovedì dovevamo avere un incontro ma l’azienda ha tergiversato e non lo abbiamo ottenuto» continua Carniata, «nella stessa giornata siamo venuti a conoscenza della cessione di Rbm. Al tavolo non c’è chi è delegato a dare risposte. Rivendichiamo anche un accordo per evitare il dumping contrattuale all’interno del settore. Infine, vogliamo tracciare un percorso positivo sui livelli dei lavoratori, prevedendo la possibilità di passare dal quinto al quarto e al terzo». —
Andrea De Polo
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