Furto in fioreria a Preganziol, rubati i mazzi per i defunti

Al negozio I Fiori di Giuliano e Brenda sono scomparsi gli steli appoggiati alla vetrina con i nomi dei clienti che li avevano prenotati. L’amarezza della titolare: «Se qualcuno avesse avuto bisogno di portare fiori ai propri cari e non avesse avuto i soldi per comprarli, glieli avrei regalati: bastava chiedere»​​​​​​

 

Savina Trevisiol
La fioreria di Preganziol
La fioreria di Preganziol

Ladri alla fioreria I Fiori di Giuliano e Brenda a Preganziol. Rubati i fiori già acquistati dai clienti, alla viglia della commemorazione dei morti. È successo ieri mattina mentre la titolare del negozio che ha sede al civico 194 del Terraglio, stava confezionando i mazzi da consegnare. Un gesto che ha lasciato una profonda amarezza in Brenda Berto che dallo scorso 18 agosto, giorno della morte del padre Giuliano, porta avanti da sola l'attività di famiglia.

Da tre mattine Brenda si sveglia alle quattro per preparare le ordinazioni, accogliere i clienti e cercare di accontentare tutti, con la madre che riesce a darle una mano soltanto quando possibile.

Gli ordini

Sabato, in appena quaranta metri quadrati di negozio, si è ritrovata a gestire oltre cinquanta ordini, tra composizioni da preparare e un continuo via vai di persone. Per guadagnare spazio aveva sistemato alcuni fiori recisi all'esterno, appoggiandoli alla vetrina, con i nomi dei clienti che li avevano prenotati. Quando è uscita per recuperarli, però, non c'erano più. Qualcuno li aveva portati via mentre lei era impegnata all'interno.

«Ringrazio di cuore quelle belle personcine che mi hanno rubato i fiori fuori dal negozio mentre ero all'interno. Sono sveglia dalle quattro per cercare di accontentare tutti i miei clienti e poi succedono queste cose», ha commentato, riportando il proprio sdegno anche sui social dove c'è chi ha raccontato di aver subito furti di fiori anche in cimitero, dalla tomba del proprio caro.

Ma a pesare, per la giovane fiorista, non è certo la perdita economica. Quei pochi fiori erano già stati ordinati e lei non voleva fare brutta figura con chi li aspettava. Così, nel pieno di una giornata già frenetica, si è messa alla ricerca di altri fiori, coinvolgendo il fratello, telefonando ad amici, colleghi e collaboratori, finché è riuscita a trovare quanto necessario per rispettare le consegne.

La mobilitazione

Una corsa contro il tempo per rimediare a un gesto che avrebbe potuto essere evitato con una semplice richiesta. «Mio papà mi ha insegnato a essere corretta, gentile e umana con il prossimo. Se qualcuno avesse avuto bisogno di portare dei fiori ai propri cari e non avesse avuto i soldi per comprarli, glieli avrei regalati. Sarebbe bastato chiedermelo».

È proprio questo, più del furto in sé, a far male a Brenda: la mancanza di rispetto e di sensibilità. Parole che assumono un significato ancora più profondo pensando a quel padre scomparso da poco più di due mesi, con cui condivideva il lavoro e dal quale ha imparato non soltanto un mestiere, ma anche un modo di rapportarsi agli altri. Oggi Brenda cerca di tenere viva la loro attività, affrontando giornate lunghe e faticose.

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