Castelfranco, tre studentesse con disabilità in sala alla pizzeria La Favorita
Il 17 novembre la pizzeria ospita una serata con l’associazione Il Colore Viola: le giovani affiancheranno il personale nel servizio. Il titolare Marco Cimini: “Vorrei che diventasse un appuntamento fisso”

Tre studentesse con disabilità che entrano in un luogo di lavoro, imparano, si mettono alla prova e prendono parte alla vita della sala.
Succederà martedì 17 novembre a La Favorita Pizzeria & Ristorante di Castelfranco Veneto, che per l’occasione ospiterà una serata organizzata insieme all’associazione Il Colore Viola. Durante il servizio, le tre giovani affiancheranno il personale di sala nelle attività quotidiane del locale, vivendo un’esperienza diretta in un ambiente professionale.
L’iniziativa è semplice nella sua realizzazione, ma porta con sé una domanda più ampia: quanto sono davvero accessibili i luoghi di lavoro alle persone con disabilità, e quanto spazio siamo disposti a creare perché ciascuno possa esprimere le proprie capacità? Il tema, spiegano gli organizzatori, non riguarda soltanto l’inserimento lavorativo, ma la possibilità di imparare, sperimentarsi, acquisire autonomia e sentirsi parte attiva della comunità.
Le capacità individuali, è il ragionamento, possono emergere anche attraverso contesti e modalità di apprendimento differenti, e l’accessibilità dovrebbe essere una caratteristica ordinaria dei luoghi di lavoro, non un’eccezione.
Le parole del titolare
La serata, precisano i promotori, non pretende di essere da sola una risposta alle difficoltà di accesso al mondo del lavoro. Vuole offrire un’occasione reale di partecipazione, in cui le tre giovani possano mettersi alla prova, conoscere un ambiente professionale e contribuire, secondo le proprie possibilità, alle attività della sala.
“Non vorrei che questa serata venisse raccontata come un gesto straordinario”, dichiara Marco Cimini, titolare de La Favorita. “Mi piacerebbe, piuttosto, che diventasse un appuntamento, e che fosse considerata una cosa normale: tre studentesse che entrano in un luogo di lavoro, imparano, si mettono alla prova e partecipano alla vita della sala. Credo che l’inclusione inizi anche così, quando ciascuno di noi, nel proprio piccolo, contribuisce a creare opportunità che troppo spesso non vengono offerte”.
Sarà anche un’occasione di incontro e apprendimento reciproco per chi lavora ogni giorno nel ristorante, perché costruire una società più inclusiva significa interrogarsi non solo sulle capacità delle persone, ma anche sulle opportunità che si è in grado di rendere disponibili.
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