Pranzo degli alpini di Treviso sul Montello: trenta colpiti dalla dissenteria

È successo al gruppo di Treviso, uno è finito in ospedale. Ancora ignote le cause. Verifiche se si sia trattato di un contagio o di un problema legato agli alimenti

GIAVERA. Erano in 136 a pranzo in un noto ristorante sul Montello. Ma una trentina di loro il giorno dopo si sono ritrovati con la dissenteria. E uno di loro è pure andato in ospedale per i forti ma di pancia e gli hanno fatto le analisi per vedere da cosa era provocato.

Quale sia stata la causa della corsa al bagno non è ancora noto: un cibo tra i vari piatti o una epidemia di influenza virale? Il quesito non ha ancora trovato una risposta perché la potrà dare solo l’esito delle analisi sull’unico commensale che si è recato in ospedale.

Colpito da questa epidemia di dissenteria è stato il gruppo alpini di Treviso, che domenica si è ritrovato a pranzo con soci e famigliari in uno storico ristorante sul Montello, in quel di Giavera. Erano in 136, tutti soddisfatti del pranzo sociale, ma una trentina di loro dopo un certo lasso di tempo ha cominciato a risentire di disturbi che si sono andati aggravando costringendoli a lunghe sedute in bagno.

Ben 30 su 136 hanno lamentato questi effetti, non tutti ma neppure pochi, tanto da far pensare a qualcosa che hanno mangiato. L’anno precedente avevano fatto il pranzo sociale nello stesso ristorante e tutto era andato per il meglio. Domenica erano tornati ma a distanza di un giorno o poco più sono cominciati i problemi per poco meno di un quarto dei commensali e subito hanno pensato a quel pranzo in compagnia.

«Una trentina dei partecipanti ha avuto problemi di dissenteria – conferma il capogruppo degli alpini di Treviso, Dario Dal Borgo – Non tutti hanno avuto tali conseguenze ma il fatto che una trentina abbiano avuto poi la dissenteria non è normale. E uno dei trenta si è recato pure in ospedale. Ho incaricato il mio vice di approfondire la questione, ma finché non abbiamo il risultato delle analisi non possiamo dire cosa abbia provocato tali malesseri».

C’erano tre antipasti: polenta con salsiccette, radicchio ai ferri, bigné coi funghi, un paio di primi col classico risotto al radicchio e poi ravioli con lo speck, guancette di maiale come secondo, una torta bavarese come dessert.

«Abbiamo mangiato tutti le stesse pietanze – spiega il vicecapogruppo degli alpini di Treviso, Guerino Mancini – una trentina sono stati poi male, ma gli altri cento stanno tutti bene. Non abbiamo idea di cosa sia accaduto, non c’era nulla di particolare nel pranzo che potesse far pensare a effetti del genere. Ho telefonato anche al ristorante per informare di cosa era accaduto e capire quale potesse essere stata la causa. Uno è andato anche in ospedale, ma non sappiamo se in seguito alla dissenteria che l’ha colpito o per altre cause. Attendiamo di sapere cosa può aver provocato tali conseguenze in una parte dei commensali. L’anno scorso eravamo stati nello stesso ristorante e tutto era andato alla perfezione», conclude Mancini. —

Enzo Favero

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