Povegliano, nasce la capitale della Protezione civile

La festa della Protezione civile del Nordest. Anche questo sarà il Raduno Triveneto degli alpini, con circa 2 mila volontari delle quattro sezioni puntualmente “professionalizzati” ad esercitare. Ma perché parliamo di Povegliano? È qui che sta per nascere la capitale della Protezione Civile a Nordest. Gli alpini della sezione di Treviso, infatti, agli ordini del presidente Raffaele Panno e del caposettore Bruno Crosato stanno predisponendo un campo scuola di 9 mila metri quadrati, un’area amplissima dove i candidati alla protezione dei trevigiani si eserciteranno in tutte le mansioni: da come si usano le motoseghe in condizioni di emergenza a come si adoperano i defibrillatori, dall’utilizzo dei cani per la ricerca persone alla vigilanza dei fiumi e dei torrenti contro le possibili esondazioni. «È il primo campo del genere in Italia» testimonia, con soddisfazione, Panno «e lo metteremo a disposizione delle sezioni che lo richiederanno».
Le Penne Nere della sezione di Treviso svolgono attività di protezione civile per 16 Comuni convenzionati. Così accade per la sezione di Valdobbiadene dove il presidente Valentino Baron riferisce di pulizia di torrenti e di sentieri, di restauro di monumenti (San Vito, ad esempio) e di manutenzione di Cima Grappa, a cominciare dal rifugio che si trova in condizioni non ottimali («Onorcaduti ha risorse ormai risicate»). Angelo Biz, presidente di Vittorio Veneto e i suoi uomini si sono presi carico della stazione ferroviaria, che hanno recuperato a dignità. Era abbandonata, l’hanno ristrutturata per farne la loro sede, ma hanno finalmente reso vivibili anche gli spazi comuni. L’esterno della stazione è la continuità con i giardini pubblici del centro, che sono un gioiello. Qui come nel Coneglianese è settimanale la collaborazione con i Comuni per la manutenzione del verde pubblico, il mantenimento e la pulizia di piste ciclabili ed i sentieri naturalistici. Poco meno di un anno fa il provvidenziale intervento nella tragedia del Lierza, al Molinetto della Croda. Una vera e propria emergenza ambientale.
Ma, ricorda il presidente Giuseppe Benedetti «i nostri volontari sono presenti anche nella manutenzione spicciola: delle chiesette adottate dai gruppi Ana, della pulizia settimanale del sentiero che porta al castello di Conegliano, del rifacimento di spogliatoi nei campi parrocchiali». Quando arrivano i temporali, è sempre la protezione civile dell’Ana a essere chiamata per prima affinchè provveda al monitoraggio dei corsi d’acqua. Dal Meschio al Livenza, dal Sile al Monticano. Il cappello alpino spunta immancabilmente a margine delle manifestazioni sportive. Chi proteggeva la tappa a cronometro del Giro d’Italia? Ancora loro, i 90 uomini della protezione civile di Valdobbiadene. A Treviso quelli di Bruno Crosato. Tra sabato e domenica saranno tutti presenti a Conegliano, nelle loro diverse divise; la curiosità maggiore sarà per coloro che si paleseranno con i cani cercapersone.
Nel nuovo servizio di leva il presidente nazionale Sebastiano Favero ha chiesto e ottenuto dal Governo che alcune migliaia di giovani possano essere introdotti in questo settore, per consolidare le capacità di messa in sicurezza del territorio, con iniezioni di fresca professionalità. (f.d.m.)
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