Il duomo di Portobuffolè resta chiuso. Messe e funerali in municipio e oratorio

A quattro mesi dal distacco dell’intonaco non c’è una data di inizio dei lavori e tantomeno di riapertura della chiesa. Il sindaco Susana: «Necessarie alternative»

Alessia Celotto
Il Duomo di Portobuffolè
Il Duomo di Portobuffolè

La messa di Natale in municipio, le liturgie in oratorio, e pure un funerale in sala consiliare. Da fine novembre il duomo di San Marco Evangelista a Portobuffolè è chiuso al pubblico per motivi di sicurezza, costringendo la comunità a organizzare la vita religiosa in spazi alternativi. E le prospettive non sono di una riapertura a breve.

E probabilmente anche a Pasqua la messa dovrà essere ospitata in municipio. Una situazione che ormai va avanti da novembre quando dei pezzi di intonaco si sono staccati dal soffitto. Al momento dell’accaduto non c’erano persone presenti all’interno, e dopo i primi sopralluoghi era stata presa la decisione di chiudere la chiesa in via precauzionale per garantire la sicurezza della popolazione.

In un primo momento si pensava a un problema limitato, tanto che la chiusura avrebbe dovuto essere breve. Ma con il passare dei giorni la situazione si è rivelata più complessa del previsto.

I fedeli si adattano

Nel mentre i fedeli hanno dovuto adattarsi. Le celebrazioni natalizie si sono svolte nella sala consiliare del Comune, che si è trasformata per l’occasione in luogo di culto. «La messa di Natale, quella di Santo Stefano e qualche funerale si sono svolte lì» ha confermato il sindaco del paese, Andrea Susana.

La messa di Natale 2025 in municipio
La messa di Natale 2025 in municipio

«Era necessario far fronte a questa emergenza e trovare soluzioni alternative. Le messe domenicali, invece, continuano a essere celebrate presso l’oratorio».

Piano b: Santa Maria dei Servi

Non si escludono ulteriori cambiamenti nei prossimi mesi. Con l’arrivo imminente della bella stagione, secondo quanto riportato, potrebbe essere utilizzata anche la chiesa di Santa Maria dei Servi, poco adatta durante l’inverno a causa dell’assenza di riscaldamento.

«Probabilmente quando farà più caldo verrà usata» ha raccontato un residente, «ma nei mesi freddi non era una soluzione perseguibile». «Stanno aspettando i controlli della Soprintendenza, quindi di fatto non sappiamo quando riaprirà» ha aggiunto il sindaco Andrea Susana. «Dopo la caduta dei calcinacci avevamo emesso un’ordinanza di chiusura per la sicurezza dei fedeli. L’ingegnere sta effettuando tutte le verifiche necessarie e siamo in attesa della perizia tecnica, che servirà anche per avere un quadro chiaro dei costi e degli interventi da effettuare».

Tempi incerti

Sulla questione è intervenuto anche il parroco del paese don Giorgio Maschio. «Si sta studiando la situazione del soffitto deteriorato per programmare un intervento e avere l’approvazione dalla Sovrintendenza. Ma non è un problema di infiltrazioni d’acqua», ha puntualizzato il sacerdote.

Nonostante siano passati quattro mesi, resta da definire la gravità del danno: non è infatti certo se il problema di stabilità riguardo solo l’area del crollo, o coinvolga una superficie più ampia, con possibili conseguenze anche sugli affreschi presenti all’interno del duomo. Un elemento che rende ancora più delicato l’intervento, considerando il valore storico e artistico che possiede l’edificio edificato nel Cinquecento. 

 

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