Morta Carla Puppinato, ex sindaca e anima della Dc

Già prima cittadina di Quinto, aveva 85 anni. Era stata anche assessore provinciale e presidente dell’Ente Parco Sile. Ha lavorato vent’anni come maestra

Savina Trevisiol
Carla Puppinato
Carla Puppinato

Se ne va una delle figure più conosciute della storia amministrativa di Quinto: l’ex sindaca Carla Puppinato è morta martedì 17 marzo all’età di 85 anni, lasciando un vuoto profondo nella comunità, un vuoto che non riguarda soltanto il ruolo istituzionale ma la memoria stessa di un territorio che con lei ha condiviso decenni di vita pubblica, scelte e trasformazioni.

La scuola e la politica

Per oltre vent’anni Puppinato è stata maestra alle scuole elementari di Quinto, affiancando anche il lavoro come impiegata, una quotidianità fatta di dedizione, responsabilità e senso del dovere che ha costruito le basi del suo carattere, diretto e concreto. Esponente della Democrazia Cristiana, aveva iniziato il proprio percorso come assessore alla pubblica istruzione durante l’ultimo mandato del sindaco Luigi Favaro, per poi diventare la prima donna a guidare il Comune dal 1990 al 1995, in anni in cui la politica richiedeva presenza, fermezza e convinzione.

Non ha mai smesso di impegnarsi nemmeno dopo il mandato da sindaca, proseguendo nelle istituzioni e ricoprendo anche il ruolo di presidente dell’Ente Parco del Sile, contribuendo alla sua fondazione e alla valorizzazione del territorio con uno sguardo sempre rivolto al futuro.

La visione lungimirante

Dal 1996 al 2011 ha poi continuato il proprio impegno come assessore all’edilizia scolastica in Provincia di Treviso, con uno stile improntato all’attenzione alle persone. Tra le intuizioni che oggi vengono ricordate con maggiore forza c’è quella, allora non accolta, di realizzare un polo scolastico nell’area dell’ex caserma De Dominicis, una visione che negli anni ha trovato concreta attuazione e che racconta la sua capacità di guardare oltre il presente, di immaginare soluzioni quando ancora non erano evidenti, con l’obiettivo di costruire qualcosa di duraturo per il territorio.

Dolore e cordoglio

«È sempre stata una guerriera», racconta la nuora Roberta, «non si è mai abbattuta e ha sempre affrontato tutto con grande dignità, senza mai lamentarsi e cercando anzi di rendere le cose più leggere anche per chi le stava accanto».

Cordoglio è stato espresso anche dal sindaco di Quinto, Ivano Durigon: «In anni in cui la presenza femminile nelle istituzioni era ancora limitata, il suo incarico ha rappresentato un passaggio significativo per la nostra comunità e ha portato nelle istituzioni una particolare attenzione alle persone».

Negli ultimi anni aveva affrontato problemi di salute senza perdere lucidità e autonomia, continuando a vivere con determinazione ogni giorno. «Non ha mai smesso di leggere la Tribuna, le arrivava tutti i giorni», aggiunge la nuora, «e stiamo pensando di mettergliene una copia accanto per il suo ultimo viaggio», un gesto semplice ma profondamente simbolico che racconta il suo legame con la quotidianità. Lascia il marito Raffaello, i figli Alberto e Daniele, la nuora Roberta e il nipote Pietro, studente universitario e grande orgoglio della nonna. I funerali si terranno venerdì 20 marzo alle 10.30 nella chiesa di San Giorgio a Quinto. 

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