«Portiamo i gelsi dell’ospedale in viale Italia e dedichiamo la ciclabile a Orazio Marinali»

Saran (Borsa per lo studio dei tumori) va incontro allo Iov e suggerisce una soluzione per l’arredo urbano e la cultura 

LA PROPOSTA

Salvare i gelsi dell’ospedale, abbellire la ciclabile da viale Italia verso il centro e celebrare degnamente lo scultore Orazio Marinali, autore delle statue della Cavallerizza all’interno del parco Bolasco nel 300° anniversario della morte. È la “quadratura del cerchio” proposta dal presidente del comitato Borsa di Studio per lo studio dei tumori Giancarlo Saran che completa la soluzione per evitare che siano eliminati i cinquanta antichi gelsi, che ora sono nell’area dell’ospedale, con l’arrivo del bunker di Radioterapia. Una soluzione – che prevede il “trasferimento” degli alberi in altro sito – già presa in esame e considerata fattibile dal professor Lucio Montecchio della facoltà padovana di Agraria. L’ipotesi del trasferimento intende evitare un drastico abbattimento, preservando anche la memoria, ovvero ricordare il ruolo importante dei gelsi nell’economia contadina del tempo che fu. Questa strada è condivisa dal Comitato Borsa di Studio con lo Iov.

Un’operazione non proibitiva per i costi, visto che la stima sarebbe di 50mila euro per espianto, trasporto e reimpianto. «Da un sopralluogo svolto con docenti della facoltà di Agraria», spiega Saran, «è emerso che lungo la ciclabile che fa da trait d’union fra il parco e l’area ospedaliera (per ora) occupata dai gelsi, vi sono tutte le condizioni per un re-impianto di successo, tra l’altro in un contesto urbano pienamente rispettoso del contesto storico che lo riguarda».

Ma si tratta di correre contro il tempo: «La realizzazione della Radioterapia dello Iov ha una sua precisa tabella di marcia», continua Saran, «mentre il trasferimento dei gelsi deve rispettare una stagionalità per aver successo». L’obiettivo del comitato quindi è di arrivare quanto prima a una definizione quanto prima di questa proposta. Ma c’è anche un’altra motivazione: «A febbraio del 2020 si celebrano i 300 anni della scomparsa di Orazio Marinali, tra i massimi artisti della scultura d’ambiente. Il 2020 coincide anche con gli 800 anni dell’Università di Padova che, proprio nel compendio Bolasco, ha una delle sue sedi più prestigiose. Al Marinali hanno dedicato una via a Vicenza e a Bassano, sua città natale, il cui museo conserva i disegni originali di molte delle statue del Bolasco. Manca quindi Castelfranco, posto che l’anfiteatro di Bolasco, assieme a quelle di Villa Manin a Passariano, è il più importante sito delle sue opere all’aperto».

Da qui l’idea di fondere insieme tutte queste esigenze e opportunità: ovvero quello di dedicare la pista ciclabile a Orazio Marinali: «Serve quindi fare squadra tra amministrazione comunale, Iov, l’Università di Padova: i gelsi riconoscenti offrirebbero la loro cornice ideale a un viale alberato di cui tutti potremmo godere, ogni giorno. In estate ancor di più, con le more che potrebbero diventare lieto passatempo goloso, come sempre è stato, fin dai tempi in cui quei gelsi erano proprietà della famiglia Bolasco». —

Davide Nordio

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