Corse clandestine in zona industriale a Ponte di Piave, il sindaco: «Denunciate»

Il fenomeno è iniziato a febbraio: le strade usate come piste clandestine sono lunghe alcune chilometri. Le corse si erano già tenute in altri luoghi del territorio provinciale

Alvise Tommaseo
Un frame del video delle corse clandestine avvenute a Treviso qualche settimana fa
Un frame del video delle corse clandestine avvenute a Treviso qualche settimana fa

Corse clandestine notturne nella zona industriale di Levada di Ponte di Piave. L’ultimo episodio giovedì scorso verso le 23.

Per almeno dieci minuti, a centinaia di metri di distanza, il tranquillizzante silenzio della notte afosa è stato rotto violentemente dal potente rombo dei motori, dalle sgommate e dal continuato stridere degli pneumatici.

Dall’eco, che proveniva da quell’area, si deducevano accelerazioni improvvise e mezzi lanciati a velocità elevatissima. L’atmosfera adatta sarebbe stata quella di un vero e proprio circuito automobilistico, certamente non un’area industriale, sebbene deserta visto l’orario e la chiusura delle aziende.

Il “circuito”

Quella zona di Levada si presta per conformazione e a queste iniziative pericolosissime e fuori legge, essendo molto vasta, con strade che si sviluppano per alcuni chilometri, dotata di lunghi rettilinei, rotonde, secche curve e, perfino, di una sorta di circuito nella zona limitrofa alla discarica comunale.

Quello della scorsa settimana non è però un episodio nuovo ed isolato, come confermato da alcuni residenti della vicina contrada di via Campagne. «Giovedì» spiegano, «è stato niente rispetto a quello che abbiamo sentito nei mesi scorsi, specialmente verso febbraio e marzo. Le corse furiose, a volte, sono durate per più di mezzora».

Sembra però che solo in qualche caso si sia avuta la prontezza di avvertire immediatamente le forze dell’ordine, che così non sono state messe nella condizione di intervenire tempestivamente. In un caso i carabinieri, arrivati sul posto, hanno trovato quattro auto, in quel momento però non impegnate in una gara clandestina.

Il precedente di Treviso

Le corse automobilistiche notturne, che si tengono da qualche tempo in varie zone industriali del Veneto, a volte si trasformano in vere e proprie gare clandestine, che vedono la partecipazione di più autovetture ed anche di spettatori. Sono state segnalate in provincia di Venezia, nel veronese, in particolare nella zona della Valpolicella, e, solo pochi giorni fa, anche a Treviso a San Liberale (sono già stati identificati i due ventenni, filmati dai residenti).

Raid automobilistici, che mettono a repentaglio la vita umana e la sicurezza dei cittadini, si ispirano a quelli, da tempo, diffusi negli Stati Uniti ed in Francia.

Chi organizza, o partecipa, a queste corse, rischia gravi conseguenze sia penali, che amministrative, che possono comportare il ritiro della patente di guida ed il sequestro della macchina. All’interno dell’area industriale di Levada si trova anche il grande parcheggio della nota discoteca Nolita molto frequentata dai giovani del comprensorio.

Chi organizza i raduno notturni evidentemente lo sa e, quindi, evita di farlo quando il locale notturno è aperto e giovedì scorso ne ha approfittato sapendo che il Nolita d’estate è chiuso, dal momento che i ragazzi del territorio, in questo periodo, si trasferiscono a ballare nelle località marine.

Matteo Buso, sindaco di Ponte di Piave, informato dell’episodio, ha così commentato: «Invito i cittadini ad avvertire immediatamente le Forze dell’Ordine qualora si accorgessero che si stiano tenendo corse clandestine», ha detto Matteo Buso, sindaco di Ponte di Piave, informato dell’episodio.

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