Polizia postale di Treviso ridotta all’osso: tre al lavoro ma dovrebbero essere 14
La sezione trevigiana, che si occupa tra l’altro di truffe on line e pedopornografia, riceve fra le 30-50 telefonate al giorno, per il poco personale è capitato di dover chiudere i battenti anche in orario di apertura. Da marzo dovrebbe arrivare una persona in più

Tre agenti trasferiti e il funzionario più anziano in pensione da venerdì 20 febbraio. Nonostante il moltiplicarsi dei reati informatici, l’ufficio della polizia postale di Treviso è ridotto all’osso. Da mesi i sindacati di polizia chiedono conto alle autorità sulle sorti del presidio in piazza Vittoria, punto di riferimento per i cittadini che cercano risposte e consigli.
La sezione trevigiana riceve fra le 30-50 telefonate al giorno, tuttavia non ha il personale per fare fronte alla montagna di segnalazioni che vanno valutate e trattate caso per caso. A regime, l’organico dovrebbe contare 14 agenti. Sulla carta sono sei, ma per effetto del pensionamento e dei recenti trasferimenti si scende a tre persone. Due in caso di malattia o assenza, tanto che nei mesi scorsi è capitato di dover chiudere i battenti anche in orario di apertura.
Nuove risorse dovrebbero arrivare il 2 marzo. Si parla al plurale per ottimismo, in realtà di risorsa ne arriverà solo una dall’ufficio immigrazione di Venezia. Il che significa che il nuovo, o la nuova, avrà bisogno di un periodo di affiancamento per acquisire nuove competenze. «Un ufficio di polizia che riceve decine di telefonate al giorno e che sistematicamente svolge attività di contrasto ai reati pedopornografici, oltre che trattare le truffe, oltre a perdere quell’enorme esperienza lavorativa, che può essere evitata solo con l’affiancamento di nuovi poliziotti, rischia di non esserci più» denunciava il sindacato Coisp ancora a novembre. Da allora non è arrivata nessuna risposta.
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