Treviso, piscine gonfiabili in casa: tre bambini rischiano di affogare

Già tre incidenti da inizio giugno nelle piscinette gonfiabili da giardino: «I genitori devono guardare sempre i piccoli»

Mattia Toffoletto
La centrale operativa del 118 suem al Ca' Foncello di Treviso
La centrale operativa del 118 suem al Ca' Foncello di Treviso

Caldo e piscinette da giardino: da giugno nella Marca tre bimbi sotto i tre anni hanno rischiato l’annegamento. «Abbiamo rilevato un aumento, rispetto agli anni scorsi, degli incidenti in acqua nelle piscinette da giardino. Tutti si sono risolti positivamente, i piccoli stanno bene, ma invito i genitori a non perdere mai di vista i bambini mentre giocano o fanno il bagnetto. Neppure per un istante», l’appello di Stefano Martelossi, direttore pediatria del Ca’ Foncello.

Il riferimento è alle piscinette gonfiabili, un’opportunità per i più piccoli per stare al fresco e divertirsi nei giorni più caldi. Di varia misura, si notano, sempre più spesso, nei cortili delle abitazioni private.

Le temperature africane di quest’inizio estate, verosimilmente, ne hanno favorito un uso maggiore. Almeno così il primario motiva i tre episodi in tempi relativamente ristretti.

«Un genitore si era ritrovato il proprio bambino con la testa rivolta verso l’acqua e si era spaventato», spiega il primario del Ca’ Foncello, «l’ha portato al pronto soccorso, ma per fortuna non era entrata acqua nei polmoni. La raccomandazione è: massima attenzione, mai lasciare i bimbi soli neppure un momento. Vanno sempre seguiti, anche nella piscinetta in cortile».

Gli occhi rivolti sempre verso la piscinetta, mai distrarsi un attimo. Non è il mare, ma anche un gonfiabile sotto casa può associarsi a pericoli.

La riflessione si collega, più in generale, ai rischi che il caldo esagerato può comportare per i più piccoli, i più fragili – assieme agli anziani – in determinate situazioni climatiche. Da giugno si sono registrati, in tal senso, cinque casi di bambini con diagnosi di colpo di calore, un numero comunque nella media e non allarmante.

«Nelle settimane di maggiore caldo, non c’è stato però un impatto importante a livello di accessi al pronto soccorso», prosegue Martelossi, «abbiamo contato quattro-cinque episodi di colpo di calore e qualche caso di disidratazione dovuto a gastroenterite. Niente, però, di significativo. La differenza l’abbiamo rilevata, invece, a livello di incidenti in acqua, con i tre bambini che hanno rischiato di annegare».

Il primario di pediatria mette in evidenza, in tal senso, accortezze e comportamenti da adottare in presenza di temperature e umidità elevate: «Occorre ricordare che i più piccoli, come gli anziani, sono soggetti fragili. Non vanno portati fuori nelle ore più calde, non vanno lasciati in auto sotto il sole. E bisogna farli bere molto affinché non restino disidratati», sottolinea Martelossi.

Raccomandazioni da tenere a mente in questi giorni che fanno da preludio, stando alle previsioni meteo, a un’altra ondata di caldo africano, dopo quella che ha segnato la nostra provincia e tutta Italia fra la fine di giugno e i primi giorni di luglio.

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