Pesta la madre per avere denaro, arrestato

In manette un 24enne: ha minacciato il padre con una pala e cercato di rubare la pistola al poliziotto intervenuto a calmarlo

Prima minaccia i genitori per avere da loro dei soldi. Poi, non ottenendo nulla, pesta la madre costringendola anche a ricorrere alle cure del Pronto soccorso del Ca’ Foncello. Infine, quando arriva la polizia chiamata da qualcuno allarmato per le urla che si potevano sentire anche dagli appartamenti vicini, ha cercato di sottrarre la pistola al poliziotto intervenuto per calmarlo. Per tutti questi motivi un ventiquattrenne trevigiano è stato arrestato dagli agenti delle volanti intervenuti di fronte all’abitazione dei genitori a Santa Maria del Sile nella tarda serata di mercoledì. Si tratta di Z. A., soggetto già noto alle forze dell’ordine, che è finito in manette per il reato di maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate, minaccia a pubblico ufficiale e tentato furto aggravato.

la violenza

Che la situazione fosse a rischio gli agenti l’hanno capito non appena giunti sul posto. Gli equipaggi delle volanti l’hanno infatti trovato nei pressi del cancello carraio della villetta dove vive in zona Santa Maria del Sile intento a discutere con il padre, brandendo minacciosamente una pala. Alla richiesta degli operatori di deporre l’arnese, il giovane ha iniziato ad imprecare nei confronti degli stessi e del genitore, minacciando lui e la madre di morte e scadendo in altre imprecazioni. È stato quindi fermato per essere accompagnato in Questura. Nel corso del controllo il giovane ha cercato addirittura di sottrarre l’arma in dotazione ad uno dei poliziotti e regolarmente riposta nella fondina, tentativo impedito dalla pronta reazione degli operatori.

l’arresto

I successivi accertamenti hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti, allorquando il giovane ha colpito con violenza e per futili motivi la madre al volto provocandone la caduta e cagionandole una profonda ferita che è stata successivamente medicata al Pronto soccorso dell’ospedale Ca’ Foncello. La condotta dell’arrestato si inserisce in una serie di episodi di violenze fisiche e vessazioni psicologiche a cui lo stesso ha sottoposto nel corso del tempo la famiglia, con continue richieste di danaro e minacce più o meno velate all’incolumità dei genitori.

la resistenza

Durante la stesura degli atti inoltre, il ventiquattrenne in più occasioni ha colpito con svariati e violenti calci la porta della stanza dove si trovava momentaneamente ristretto in attesa di essere condotto in carcere su disposizione del sostituto procuratore di turno, Davide Romanelli. In particolare il ragazzo, insofferente e conscio della gravità delle accuse che gli sono state mosse, ha cominciato ad urlare ed a colpire ancora più violentemente la porta e le pareti della stanza, cercando addirittura di aggredire gli operatori che stavano procedendo agli atti. Una volta calmatosi, il giovane è stato successivamente accompagnato presso la Casa circondariale di Treviso e si trova tutt’ora in cella in attesa della convalida dell’arresto.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso