Per i bambini di Farra un altro anno di scuola elementare nei container

Accade alla Rodari di Col San Martino. L’opposizione chiede di valutare una strada alternativa alla nuova edificazione. Il sindaco: «Trattative con i privati per avere il terreno, poi il via alla costruzione»

FARRA DI SOLIGO Un altro anno scolastico nei container per i bimbi della elementare Rodari di Col San Martino. E il Comune ha rinnovato per altri due anni l’affitto dei prefabbricati. «Venisse meno l’accordo con i privati per l’acquisizione dei terreni su cui far sorgere la nuova scuola, si valutino altre vie», attacca la minoranza con Natalina De Rosso.

«Ora che si è chiusa la vicenda dei Pip, i nostri sforzi si concentreranno per togliere, il prima possibile, i bambini dai container», rassicura invece il sindaco, Mattia Perencin.

Nel corso dell’ultima seduta consiliare, Rifar Farra con Natalina De Rosso, capogruppo dell’opposizione, ha chiesto ragguagli sulla situazione. «Nel precedente consiglio comunale ci avete riferito di un impasse con i privati per l’acquisizione dei terreni su cui costruire la scuola», ha detto De Rosso, «chiedo se sia stata valutata l’opzione, nel caso questo accordo non vada in porto, di ristrutturare in maniera radicale il vecchio stabile di via Traviset, abbandonato del novembre 2017 perché non più sicuro. Ipotesi che eviterebbe, come già succede a Pieve di Soligo, Follina o Vidor, per esempio», conclude l’esponente di minoranza, riferendosi agli ex municipi nei comuni limitrofi, «di avere degli stabili invenduti e privi di manutenzione a pochi passi dal centro. Inoltre così non si andrebbe a consumare altro suolo».

«Questa amministrazione sta già effettuando tutte le valutazioni del caso», ha risposto il primo cittadino di Farra, Mattia Perencin. «La recente chiusura dell’annosa vertenza dei Pip di Soligo e Col San Martino, ci permette ora di organizzare i prossimi interventi e di guardare al futuro con maggior serenità. Confermo che per noi la nuova Rodari è la priorità, a cui cercheremo di trovare una soluzione il prima possibile. La trattativa con i privati non è facile, ma il dialogo tra le parti va avanti», conclude il sindaco.

Dal novembre 2017 infatti, sotto la guida Nardi, il vecchio stabile di via Traviset è stato abbandonato per motivi di sicurezza. All’epoca, la previsione era di due anni nei container per gli studenti della Rodari: nel frattempo, si sarebbe provveduto alla costruzione della nuova scuola, confinante con la media Zanella, con l’intento di consegnarla, chiavi in mano, per l’inizio dell’anno scolastico 2020/2021. Di mezzo però c’è stato il periodo più caldo dell’annosa vertenza dei Pip che, nonostante un progetto esecutivo già pronto ed un finanziamento da quasi 2 milioni di euro messo a disposizione dal Ministero, non ha permesso di cantierare l’opera. Oggi però qualche spiraglio di luce c’è: a febbraio la giunta ha messo a bilancio gli 1,8 milioni del Ministero, proprio per la nuova Gianni Rodari, il cui costo complessivo si aggira sui 2,8 milioni. Il progetto definitivo c’è. Si tratta ora di acquisire gli spazi dai privati per iniziare i lavori. I bimbi resteranno nei container per almeno altri due anni. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso