Il vescovo Tomasi: «La nostra Pasqua, speranza contro paura e violenza»

Il messaggio del vescovo di Treviso richiama al valore della vita: «Non rassegnamoci alla guerra e all’ingiustizia»

Il vescovo di Treviso Michele Tomasi
Il vescovo di Treviso Michele Tomasi

«Non abbiate paura. Gesù, il crocifisso, non è qui: è risorto». Parte dall’annuncio evangelico il messaggio di Pasqua del vescovo di Treviso, Michele Tomasi, che richiama il cuore della fede cristiana: la risurrezione come vittoria della vita e sorgente di speranza.

«È Pasqua e proclamiamo che il Signore è risorto», scrive, sottolineando come questo annuncio non riguardi solo la celebrazione liturgica, ma attraversi la vita quotidiana. La Pasqua, infatti, si rinnova ogni volta che si sceglie di non arrendersi alla violenza, di non considerare la guerra inevitabile, di difendere la dignità di ogni persona.

Il vescovo invita a riconoscere segni concreti di questa speranza nei gesti di ogni giorno: nell’impegno per i più fragili, nella cura di un bambino, di un malato, di un anziano, nella responsabilità educativa e nella fedeltà, anche quando è fragile. «Proclamiamo che il Signore è risorto ogni volta che non ci giriamo dall’altra parte», osserva.

Nel messaggio trova spazio anche il tema del dolore, illuminato però dalla fede: il cero pasquale acceso nell’ultimo saluto a una persona cara diventa segno di una speranza che va oltre la morte, nella prospettiva di un nuovo incontro. Pasqua, ricorda ancora, è il centro dell’anno liturgico e il fondamento stesso della fede cristiana. Citando l’apostolo Paolo: «Se Cristo non è risorto, vuota è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede».

Da qui l’invito finale a vivere il significato autentico della festa, oltre le tradizioni: nella risurrezione si trova «la vittoria della vita, il fondamento della speranza e l’orizzonte nuovo della nostra esistenza». «Buona Pasqua – conclude – Cristo è veramente risorto». Oggi il vescovo celebrerà la celebrazione in cattedrale alle 10.30, mentre alle 17 presiederà i vespri solenni.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso