Per Converse non c’è crisi, utili di 84 milioni in 3 anni

TREVISO
Cento milioni di euro di utili in quattro anni di cui ben 84 negli ultimi 36 mesi, quelli segnati dalla grande crisi. Numeri da capogiro per Converse Italia, azienda di Cornuda con appena 43 dipendenti che detiene in licenza per il nostro paese l'omonimo marchio americano di calzature e abbigliamento. Un caso unico per numeri (103 milioni di euro di fatturato nel 2010) e margini (quello operativo lordo è stato del 32%), costruito da Graziella Caberlotto, appartenente alla rinomata famiglia trevigiana una volta titolare della Lotto, dove ricopriva il ruolo di direttore generale fino al subentro in qualità di azionista-timoniere dell'attuale presidente degli industriali veneti Andrea Tomat.
«La mia è stata credo una buona intuizione sviluppata attraverso il duro lavoro», si schermisce la parente di Giovanni Caberlotto, fondatore di marchi come Caber (venduta nel 1974 alla Spalding) e Lotto, ex presidente del Treviso Calcio ed esponente di una primavera industriale ed economica che sembra ora distante anni luce. Epigono di quella storia è oggi Graziella, che ceduta la Lotto ha puntato tutto sulla moda giovane: «Abbiamo acquisito Converse nel 2000, anno di maggior ribasso della valutazione del marchio che negli anni ha alternato fasi di successo ad altre di crisi - racconta - il primo fatturato di Converse Italia era di appena 5 milioni di euro. La licenza in esclusiva per il nostro paese non sembrava volerla più nessuno ed è proprio da lì che abbiamo cominciato a lavorare costruendo a Cornuda la testa dell'azienda». Gli addetti, quasi tutti impiegati, si occupano del commerciale, del marketing e soprattutto dello sviluppo del prodotto. «Siamo noi in prima persona a progettare e adattare la filosofia e i prodotti Converse al gusto italiano - continua la manager, poco disposta a svelare la ricetta del suo evidente successo - sono convinta che i tempi cambiano ma bisogna sempre cercare di capire quali sono le nuove esigenze. Vengo da una famiglia che ha lavorato molto in questo settore e grazie all'apporto dei miei collaboratori siamo riusciti a dare vita e trovare sbocchi a una bel prodotto che non conosci crisi».
Negli anni sono proseguiti i programmi di sviluppo, con l'introduzione sul mercato di nuovi modelli che hanno ottenuto un alto grado di soddisfazione da parte della clientela e che hanno rafforzato gli obiettivi di diversificazione tra calzature, abbigliamento e accessori, con particolare successo della collezione Limited Edition, dedicata ai giovani più modaioli. Grosso impegno anche per le spese pubblicitarie e promozionali, pari al 5,4% sul fatturato. (e.l.t.)
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