«Patrizia indegna dei soldi di mio marito»

Vittorio Veneto. Il deposito del testamento con il quale Paolo Vaj, l’uomo ucciso nella notte tra il 18 e il 19 luglio nella casa di Via Cal dei Romani a Vittorio, lascia i suoi beni a Patrizia Armellin, una delle due donne accusate del suo omicidio, provoca la reazione della moglie Roberta Bencini. «Prima di tutto sarà da capire se lo stesso è valido o impugnabile», ha scritto la donna su Facebook, «secondo che a me non è stato notificato niente. Ci sono delle famiglie che stanno soffrendo per questo omicidio e invito tutti ad averne rispetto. Come invito a leggere ciò che precede il codice civile».
L’indegnità
La donna fa riferimento alle “cause di indegnità a succedere” secondo il quale «le persone ritenute indegne, pur essendo teoricamente “capaci di succedere”, sono coloro che, in qualche misura, hanno commesso azioni particolarmente gravi alla persona o alla libertà testamentaria. È ritenuto indegno a succedere: chi abbia volontariamente ucciso o tentato di uccidere l’ereditando o un suo stretto congiunto: coniuge, discendente o ascendente. A meno che la punibilità dell’omicida, o attentatore, non sia esclusa a norma della legge penale. Si applica, invece, se chi ha commesso volontariamente il danno è soggetto a disposizioni che la legge dichiara applicabili in caso di omicidio». La donna è dunque convinta di poter impugnare il testamento proprio per la gravità delle accuse rivolte alla Armellin, accusata dell’omicidio dell’uomo che l’ha nominata erede.
Il testamento
«Nel pieno delle mie facoltà mentali», si legge invece nel testamento di Vaj, «dispongo delle seguenti disposizioni testamentarie nel caso della mia morte. Quello che resterà dei miei fondi assicurativi è già intestato alla signora Patrizia Armellin. Per quanto riguarda il piccolo fondo depositato in Svizzera da mio padre, se resterà è destinato a Patrizia Armellin alla quale comunicherò a breve per raccomandata la banca e il numero di conto. Per quanto riguarda auto, moto, caravan, barca che acquisterò a maggio solo la legittima spetterà a mia moglie ed il resto alla signora Patrizia Armellin. In fede, Paolo Vaj». Data: 28 febbraio 2018.
Il sequestro
La decisione di effettuare il sequestro probatorio, che aveva portato il gip di Treviso a negare l’autorizzazione alla pubblicazione, era stata del sostituto procuratore Davide Romanelli. Il documento era stato recuperato in uno studio notarile a Brescia. Il magistrato aveva già acquisito tre polizze vita, che Vaj aveva intestato, alla compagna, per un valore di 418 mila. Documenti che erano stati trovati da Roberta Bencini, la moglie dalla quale Vaj si era separato non legalmente, nella roulotte che il 57enne teneva in un campeggio a Creta. E che per la procura potrebbero costituire la prova di un eventuale movente economico dell’omicidio. —
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