Palaverde e Monigo da tutto esaurito E ora il rugby amplierà lo stadio

Tre sold-out in tre giorni per Benetton, TvB e Imoco Il presidente Zatta: «Nuova tribuna da duemila posti»



Tre sold-out in tre giorni, nonostante il periodo festivo. Se il calcio non c’è, si riempiono i palazzetti e lo stadio di Monigo. Il Palaverde era gremito giovedì e venerdì in occasione delle gare di Imoco Volley e De’ Longhi Basket, altrettanto lo stadio di Monigo sabato quando è sceso in campo il Benetton Rugby. Cinquemila e trecento spettatori all’impianto di Villorba, oltre 5 mila anche per la palla ovale. Circa 16 mila cuori appassionati in totale, anche qualcuno in più. Sarebbe un dato di cui tante città andrebbero fiere, e Treviso non fa eccezione, d’altronde la Marca è da sempre la provincia dello sport.

Specifichiamo: il Palaverde strapieno per pallavolo e pallacanestro ormai è una regola, la passione verso i due club è nota da tempo, non bisogna sorprendersi più di tanto. L’Imoco poi quest’anno ha uno squadrone che passa di trionfo in trionfo, ha già vinto la Supercoppa e il Mondiale, e nella circostanza affrontava la seconda in classifica, per le Pantere dunque il “tutto esaurito” è la regola.

La De’ Longhi in Serie A invece non c’era mai stata, facile comprendere come sia sorretta da enorme entusiasmo, capace di eguagliare quello che accompagnava la Benetton Basket, e anch’essa affrontava la seconda, quindi gara di ottima attrattiva. A Monigo invece la situazione è diversa, il popolo della palla ovale è molto particolare, ha un’età media tendenzialmente più alta, uno zoccolo duro di fedelissimi e una fetta di appassionati che si fa vedere soltanto nei match decisivi. E l’impianto sovente si mostra semivuoto, tanto da aver suscitato le ire del presidente del Benetton Amerino Zatta.

Zatta che, dopo aver notato non più di 3 mila persone al match di Champions contro Northampton, una delle squadre più forti in Europa, se n’era uscito con una pungente invettiva verso i freddi tifosi del suo Benetton, lanciando addirittura l’ipotesi di andare a giocare altrove. Diceva sul serio o era una provocazione? Fatto sta che da quel momento il pubblico è tornato sempre più ad affollare gli spalti, raggiungendo il massimo in una gara, il derby italiano contro le Zebre, che si giocava alle 14 di un giorno festivo, ora cioè in cui solitamente i trevigiani hanno ancora i piedi sotto la tavola imbandita.

«Mah, forse è stata una combinazione o forse no, fatto sta che sono rimasto davvero contento» dice Zatta, «mi piace sottolineare che tanta gente arrivava da fuori provincia o regione: ho visto tifosi da Toscana, Lazio, Umbria, Marche. Poi è anche vero che il Benetton ha un altro tipo di pubblico rispetto a basket e volley. Tutto ciò non fa che rafforzare una mia convinzione, quella che a Treviso c’è un patrimonio sportivo, ma non solo, che non sempre la città percepisce. Qui, a parte il calcio, abbiamo l’eccellenza sportiva, però troppa gente lo dà per scontato ed accorre solo all’evento. Questo spiega la mia polemica: abbiamo talmente tante cose che non ce ne rendiamo conto».

Se il Palaverde va benissimo così (l’Imoco ha respinto la proposta di tornare alla Zoppas Arena di Conegliano), lo stadio di Monigo, dopo la sistemazione della copertura della tribuna popolari, è destinato a diventare più capiente. «Certo, è in via di definizione il progetto di ampliamento» conferma Zatta, «dietro la porta a forma di H, sul lato biglietterie, sorgerà una tribunetta per ulteriori 2 mila posti. Sui tempi ancora non saprei dire, non è una questione solo nostra, cioè privata, lo stadio è comunale, per noi l’importante è sapere che esiste la volontà di farlo e perciò una prospettiva di crescita. Senza dimenticare naturalmente la presenza della Ghirada, altro punto di forza di Treviso». —



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