Padre «assolto» dal prete antiusura
Non paga l'assegno, don Rastrelli: «E' povero»
Accusato di non pagare l'assegno di mantenimento al figlio, è stato «salvato» dal sacerdote antiusura padre Massimo Rastrelli. L'uomo, B.M. era a processo ieri mattina per inadempimento degli obblighi del giudice: è stato assolto perché (grazie alla decisiva testimonianza del sacerdote) ha dimostrato di essere stato realmente povero e quindi incapace di versare la mensilità stabilita. La storia di B.M risale a qualche anno fa, quando arriva dall'Argentina insieme a moglie e figlio: il bambino ha gravi problemi di sordità e solo un'operazione in Italia può guarirlo. Nel frattempo però si manifestano alcuni problemi nella coppia e scatta la separazione con l'obbligo per B.M di pagare l'assegno di 200 euro mensili da destinare al figlio. L'uomo versa regolarmente la somma richiesta fino a febbraio dell'anno scorso, quando l'azienda in cui lavora entra in crisi e non paga gli stipendi. B.M. ritarda conseguentemente il versamento dell'assegno; nel frattempo però si rivolge a padre Rastrelli - che ha promosso un progetto di inserimento al lavoro dei poveri - per trovare un'altra occupazione. A marzo la ex lo denunica per non aver versato l'assegno e contro B.M. viene emesso un decreto penale di condanna di 24 mila euro. Una somma per lui impossibile: assistito dall'avvocato Carlo Colombo impugna il decreto finendo a processo. Ieri mattina si è tenuta l'udienza davanti al giudice Marco Biagetti: padre Rastrelli ha confermato lo stato di grave e reale indigenza dell'uomo che è stato pertanto assolto; il pubblico ministero aveva chiesto invece la condanna a 6 mesi di reclusione. (s.t.)
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