Ortopedia, 17 mesi per una visita. L’Usl di Treviso: dal 2020 innesti negli organici

Benazzi: «L’utente inserito nel canale pre-operatorio, priorità alle urgenze». Anche Anestesia e Neurologia al collasso
PASSERINI TREVISO C.O.P. CENTRO OSPEDALIERO DI PRENOTAZIONE AL CA' FONCELLO - C.O.P. CENTRO OSPEDALIERO DI PRENOTAZIONE AL CA_ FONCELLO
PASSERINI TREVISO C.O.P. CENTRO OSPEDALIERO DI PRENOTAZIONE AL CA' FONCELLO - C.O.P. CENTRO OSPEDALIERO DI PRENOTAZIONE AL CA_ FONCELLO

TREVISO. «Sto attendendo da 17 mesi la visita ortopedica, dovrei operarmi al ginocchio: i medici l’ultima volta mi hanno detto che mi avrebbero chiamato prima possibile, ma non ho avuto più nessuna comunicazione ...». La segnalazione di un lettore, che ha contattato la nostra redazione, apre l’ennesimo squarcio sulle liste di attesa dell’Usl 2, e più in generale sull’emergenza organici dell’azienda sanitaria trevigiana.

«Era il 10 luglio 2018, il giorno dell’ultima visita», racconta il pensionato, residente in città, «capisco di non essere un caso urgente, ma un anno e mezzo, contando anche le imminenti festività che certamente non accelereranno la chiamata, mi sembrano comunque un periodo eccessivo». Un caso che tecnicamente si chiama ora galleggiante, i cittadini in attesa delle chiamata sin da quando le liste scoppiano e si va in “overbooking”.

Ma l’Usl 2, sul caso specifico, ci tiene e a puntualizzare: «Attenzione, se il paziente è stato indirizzato nel percorso operatorio non deve avere una nuova visita, ma è stato inserito in un altro canale, rivolto appunto all’intervento», spiega il direttore generale dell’Usl 2 provinciale, Francesco Benazzi, «rilevo solo che quel giorno sono state eseguite 94 visite dal reparto. Ma in questo caso, dal momento che non siamo in presenza di un’urgenza, parlerei casomai di un “ingorgo” per l’oggettiva situazione di difficoltà di Ortopedia a livello di personale». E aggiunge subito: «Nella situazione in cui siamo attualmente, abbiamo ritenuto di dover dare priorità alle situazioni più urgenti, fra le quali evidentemente non rientra quella del pensionato».

E il quadro dell’organico di Ortopedia è da allarme rosso. All’appello della dotazione organica mancano sette medici, sui 15 previsti: di fatto la metà. «Il concorso bandito ha portato un medico in più, ora dovrebbero arrivare a breve tre specializzandi», fa sapere Benazzi. L’anno nuovo, dunque dovrebbe finalmente portare “sollievo” all’organico dell’Usl 2: nei piani di azienda e Regione, dovrebbe portare a compensare la situazione, che anche in altri reparti si è fatta negli ultimi tempi drammatica, fra pensionamenti e fughe dei medici verso il settore privato.

Ortopedia è il caso più conclamato, ma altri reparti e dipartimenti fanno i conti con organici al collasso.

Anestesia avrebbe bisogno di 12 medici (su 56 totali). Mentre il Pronto soccorso beneficerà degli innesti dal bando regionale varato della giunta Zaia, e dal richiamo in servizio, a gettone, dei pensionati.

Un “modello” che di fatto sembra diventare il salvagente cui ricorre la |Regione per sanare le situazioni più critiche degli ospedali veneti, e dove certamente la provincia di Treviso presenta le sindromi di “sotto organico” più acute. E questo dice tutto: se “soffre” chi dovrebbe curare...

Per gli utenti le ripercussioni sono evidenti, e così pure per il personale letteralmente spremuto, come lamentano da tempi i sindacati e gli stessi medici in servizio. Gli unici a beneficiare di questa situazione sono i conti della sanità: da tempo l’Usl trevigiana non riesce a raggiungere il tetto di spesa teorico dei piani regionali. Ma possono star bene solo i conti? —

Andrea Passerini

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