Offese sui social al 25enne morto in moto a Breda

Alessandro Ponzo è deceduto martedì 10 marzo guidando la sua Ducati al ritorno dal lavoro. Il fratello Christian: «Insolenze di chi non lo conosceva». Il funerale a Mignagola con gli amici motociclisti

Savina Trevisiol
La vittima Alessandro Ponzo
La vittima Alessandro Ponzo

«Quelle che ho letto online sono tutte insolenze, voci sbagliate e cattiverie che non hanno nulla a che vedere con la persona che era mio fratello». La voce di Christian Ponzo è segnata dal dolore. Dopo la morte di Alessandro Ponzo, il 25enne di Carbonera che ha perso la vita martedì nell’incidente in moto avvenuto a Pero di Breda di Piave, la famiglia si è trovata a fare i conti anche con commenti e insinuazioni comparsi sui social.

«Troppe cattiverie» dice «scritte da chi è bravo solo a stare dietro una tastiera e uno schermo». Per questo Christian sente il bisogno di raccontare davvero chi era Alessandro. «Ale era un ragazzo solare, amava la vita ed era molto estroverso. Era quello che, quando entrava in una stanza, la riempiva. Non era uno che avrebbe buttato via la sua vita per niente, come qualcuno ha scritto. Al contrario, voleva godersela fino in fondo». Tra i suoi sogni c’era la moto che aveva acquistato pochi mesi fa, una Ducati Panigale V4S. «Era sempre stato innamorato di quella moto ed era riuscito a realizzare il suo sogno».

La passione per i motori lo aveva accompagnato fin da ragazzo ed era diventata anche il suo lavoro: Alessandro faceva il meccanico all’officina Bacchin di Roncade. «Era un lavoratore instancabile» ricorda il fratello «faceva tranquillamente più di dieci ore al giorno e la fatica non lo spaventava». La meccanica per lui non era solo un mestiere ma una vera passione. «Dagli una chiave inglese in mano e quello era il suo mondo». Anche nel tempo libero i motori restavano al centro delle sue giornate: «MotoGP e Formula 1 le guardavamo sempre insieme nel weekend, anche quando io ero andato a convivere». Tra i due fratelli c’erano sei anni di differenza ma il rapporto era molto stretto. «Quando ho comprato casa, l’anno scorso, lui veniva anche dopo il lavoro o nel fine settimana per darmi una mano».

Chi lo conosceva lo ricorda come un ragazzo solare, positivo e sempre pronto ad aiutare. «Era anche molto testardo» sorride Christian «quando si metteva in testa una cosa doveva farla». Aveva iniziato a costruire il suo futuro e a realizzare i suoi sogni. «Aveva appena iniziato a potersi permettere le cose che desiderava». Poi il pensiero torna inevitabilmente alla tragedia. «Quando ho capito cosa era successo ho pensato subito alla sua passione. Alessandro viveva per i motori e se n’è andato proprio mentre stava inseguendo uno dei suoi sogni». Non è una consolazione, ma resta una certezza.

L’ultimo saluto ad Alessandro Ponzo sarà dato sabato 14 marzo alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di Mignagola. All’uscita della cerimonia gli amici lo accompagneranno con auto e moto, per salutarlo ancora una volta attraverso la passione per i motori che aveva segnato tutta la sua vita.

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