«Ora serve pazienza il titolo sta tornando al suo valore reale»

MONTEBELLUNA. «Non conta quanto costo ma quanto rendo». Salvatore Gaziano, direttore Investimenti di SoldiExpert, società di consulenza finanziaria indipendente, cita Enzo Biagi per spiegare la “trappola dell’investimento sicuro”. Ovvero? «Molti consumatori hanno sempre pensato che le popolari non quotate fossero un investimento sicuro, convinti di aver trovar il modo magico per non vedere oscillare le azioni».
Ma conta il rendimento, non il prezzo. La sforbiciata del 23% era prevedibile?
«Non ne sono stupito, sono sempre stato molto scettico sul valore di queste azioni specie se si analizza il rapporto tra il prezzo e gli sportelli o il patrimonio netto. Anni fa, Veneto Banca ma anche Popolare Vicenza si autovalutavano da 2 a 3 volte di più di molte quotate nel rapporto con il numero di filiali: 7 milioni circa mentre Unicredit aveva un valore di 2,5 milioni a sportello. Già questo faceva capire che l’autovalutazione non era allineata al mercato, quindi non reale».
È comunque una valutazione tecnica di periti esterni.
«Il perito è indipendente ma è pagato dalla banca che gli commissiona lo studio, quindi non possiamo dire che il suo giudizio sia completamente scevro da un minimo di influenza della banca che è portata a mettere in evidenza i parametri che lei vuole».
Quindi?
«C’era tutto l’interesse a farsi valutare di più, e fino a poco tempo fa senza darne conto a nessuno».
Colpa della Bce, quindi, se ora si svaluta?
«Credo che Bankitalia e Bce abbiano fatto pressioni per tornare verso valori reali. Ma il tema del prezzo reale delle azioni è uscito anche perché sono emerse delle inchieste giudiziarie e si parla di aggregazioni. In vista di questo Risiko, le popolari non quotate sono obbligate a portare il valore più vicino alla realtà sennò diventano partner impossibili da avvicinare».
Funzionerebbe la fusione Vicenza-Montebelluna?
«Ci sono sovrapposizioni ma anche sinergie. Da un punto di vista, sarebbe la via più facile».
Il concambio imporrebbe nuovi aggiustamenti di prezzo?
«Nuove svalutazioni sono possibili. Vero è che un altro 15-20% di riduzione del valore potrebbe starci. Già in questo step si poteva scendere del 30-40%».
Quanto alla liquidabilità?
«È quello che mi auguro la Banca spieghi in assemblea, il nodo vero è capire cosa proporranno sulla liquidità. Non esiste da parte della banca l’obbligo di ricomprarsi queste azioni. Serve un vero mercato aperto e libero».
Ma un’azionista cosa deve fare adesso?
«Servono virtù e pazienza. Fino a pochi mesi fa era possibile uscire. Oggi anche se il socio sceglie misure forti come le vie giuridiche si deve mettere in fila e aspettare».
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