Operaio schiacciato: De Vizia condannata

Il dipendente fu travolto dalla spazzatrice in panne: 4 mesi al titolare dell'azienda
Un’aula di tribunale, venerdì il processo contro De Vizia
Un’aula di tribunale, venerdì il processo contro De Vizia
 CASTELFRANCO.
Operaio schiacciato dalla spazzatrice, titolare dell'azienda condannato. Quattro mesi di reclusione per Nicola De Vizia, a processo venerdì nell'aula del tribunale di piazza Serenissima per non aver dotato di sufficienti misure di sicurezza i suoi dipendenti.
 L'infortunio risale al 6 settembre 2007: Moreno Gazzola, operaio della De Vizia Transfert, allora con sede a Castelfranco, sta per tornare a casa dopo aver finito il turno di lavoro, quando viene chiamato per recuperare una spazzatrice rimasta in panne al card di Vedelago. Gazzola, assieme al collega Paolo Trinca, si avvia verso il luogo in cui si trova la spazzatrice con un camion adatto al trasporto. A Vedelago si sono altri colleghi della De Vizia: sono il meccanico Mirco Ferraro e l'autista della spazzatrice Raffaele Innocente. I quattro iniziano l'operazione di recupero, la spazzatrice viene agganciata con barre metalliche e trainata dalla motrice del camion, infine messa nel cassone. Ma all'ultimo momento qualcosa non funziona: Moreno Gazzola, che si trova nel cassone per assicurarsi che il mezzo non si muova nel viaggio di trasporto, rimane schiacciato dalla spazzatrice, sebbene Raffaele Innocenti, che la sta guidando, tenti di frenarla in ogni maniera. Gazzola viene portato all'ospedale, riportando la frattura di tre vertebre e sette costole, tornerà al lavoro dopo sette mesi. Ciò che è stato contestato a Nicola De Vizia è di non aver dato ai suoi operai gli strumenti necessari per il recupero della spazzatrice, le barre che collegavano la motrice e il mezzo in panne erano più di una e messe insieme tra loro, mentre per rendere più sicura l'operazione dovrebbe essere stata soltanto una. Nicola De Vizia è stato condannato a quattro mesi di reclusione, decisione a cui è giunto il giudice Napolitano, sebbene il pm Giuseppe Gulli avesse chiesto solo un mese e la difesa l'assoluzione piena.

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