Pistola in pugno rapinarono una sala slot a Villorba: due in carcere
Le indagini dei carabinieri sull’assalto alla sala slot Admiral il 15 novembre 2025: i due banditi con l’arma in mano costrinsero due clienti a inginocchiarsi. Poi si fecero consegnare i soldi e chiusero tutti i presenti in uno sgabuzzino per garantirsi la fuga

Un uomo di 41 anni, originario della provincia di Treviso e con precedenti di polizia, e il complice di 48 anni, anche lui originario della Marca e con precedenti, sarebbero i responsabili della rapina avvenuta il 15 novembre 2025 a Villorba, all’interno della sala slot Admiral sulla Pontebbana.
Mercoledì 25 marzo l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere a Padova a carico dei due, attualmente già detenuti per altro motivo.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i due, travisati e armati di pistola, si erano introdotti nel locale, riuscendo a sottrarre circa 1.300 euro. Durante la rapina avevano costretto una coppia di clienti a inginocchiarsi, mentre obbligavano la dipendente a consegnare il denaro contenuto nelle casse. Prima di fuggire, a bordo di un’auto risultata rubata poche ore prima sempre a Villorba, avevano chiuso le persone presenti all’interno di uno sgabuzzino.
Le indagini, condotte dai carabinieri di Villorba, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati grazie a un’articolata attività investigativa. Gli accertamenti si sono basati sull’analisi dei dati di traffico telefonico, dei transiti ai varchi autostradali e dei sistemi di lettura targhe, oltre che sull’esame delle immagini di videosorveglianza e sulla comparazione antroposomatica, sia statica che dinamica.
Nel corso delle perquisizioni effettuate durante le indagini, i militari hanno inoltre rinvenuto e sequestrato un cacciavite modificato per forzare le portiere delle auto, una pistola scacciacani priva del tappo rosso, un dispositivo disturbatore di frequenze e diversi capi di abbigliamento ritenuti utili ai fini investigativi.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








