Operai Electrolux in corteo affiancati da due vescovi

Pienamente riuscito, ieri, lo sciopero all’Electrolux di Susegana in solidarietà con i 300 lavoratori dell’ex Acc Wanbao di Mel che produce compressori per i frigoriferi e che dal prossimo mese di febbraio rischiano di stare a casa. Una delegazione di operai di Susegana ha partecipato anche alla protesta lungo le strade di Mel ieri mattina con duemila partecipanti fra bellunesi e trevigiani. In testa, fra gli altri, il vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo, e quello di Belluno-Feltre, monsignor Renato Marangoni.
le ripercussioni
Electrolux è da sempre cliente dell’ex Acc, azienda che un tempo stava nella sua orbita. Considerato l’annuncio di chiusura da parte dei cinesi, il “gigante del freddo” di Susegana ha reagito pesantemente, chiedendo assicurazioni entro il 20 dicembre sulle forniture programmate. In caso contrario Electrolux si rivolgerà altrove, ma con qualche problema, perché i compressori per i frigoriferi hanno caratteristiche e qualità che altrove è problematico trovare. Ma, proprio a margine della manifestazione di Mel, si è saputo di una convocazione a Roma il 17 dicembre per sbloccare l’impasse.
Il governo – così si è saputo – dovrebbe garantire, nelle modalità che saranno individuate, la continuità produttiva e, in questo modo, garantire Electrolux e gli altri committenti.
i vescovi
Molto applaudito il vescovo Pizziolo, accompagnato da don Andrea Forest della Pastorale sociale e del lavoro, e da altri collaboratori. Dal palchetto eretto davanti alla Wanbao, Pizziolo ha anzitutto assicurato la vicinanza della Chiesa ai lavoratori, alle loro famiglie, a quanti si adoperano per trovare una soluzione. Ha poi aggiunto: «Quando la persona non è messa in primo piano, facendo prevalere mere logiche economiche rispetto alla dignità di persone e territorio si sviluppano “strutture di peccato” che richiedono una presa di responsabilità da parte di tutti».
«Permettete un’ulteriore considerazione», ha proseguito il vescovo Marangoni. «Lungo il cammino ho sentito più volte lo slogan: “La fabbrica siamo noi” . Questa dichiarazione è forte e intensa. Dice la nostra partecipazione. Non possiamo non esserci. Il lavoro impegna tutti, riguarda tutti, è un bene di tutti. È compartecipare e corresponsabilizzarsi nella vita. Ma chi siamo “noi”? Noi qui siamo appassionati del nostro territorio, delle nostre comunità. Siamo inoltre appassionati del futuro che si apre davanti a noi. Qui davanti c’è un cartello con scritto “Siamo 290 famiglie!”. Sono in questione le nostre famiglie e tutte le nostre comunità. Per questo noi vogliamo affermare e dichiarare che il vero “profitto” sono le nostre famiglie, le nostre comunità, il tessuto relazionale con tutto ciò che comporta in risorse e progettazione anche industriale; il vero “profitto” sono i vostri figli».
Ecco perché gli operai Electrolux – che sono gemellati, per storia e per condizioni, con i dipendenti Wanbao, visto che forniscono i motori per i frigoriferi – hanno partecipato in massa allo sciopero di 5 ore che ha permesso di raggiungere Mel per portare concreta solidarietà e vicinanza con lo slogan “Mel siamo noi – Vivi loro, vivi noi”.
Finita la manifestazione tutti sono rientrati al lavoro per completare la giornata lavorativa.
la tecnologia
Il motocompressore è un componente essenziale per il funzionamento dell’elettrodomestico e ancor di più in questa fase di transizione del colosso trevigiano del freddo che, impegnato nell’adeguamento ai nuovi standard energetici europei, vede nella annunciata chiusura dello stabilimento di Mel seri guai organizzativi e delle nuove certificazioni già pronte per i motori dell’ACC, tutte da rifare, se quelle produzioni non saranno più disponibili.
Per questo concreto rischio la multinazionale svedese ha avviato anche una causa contro colosso cinese Wanbao. L’eventuale perdita dei motori a “chilometro zero” è anche un indebolimento di sistema che può influire su decisioni e valutazioni sui territori dove le multinazionali investono. –
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