Vidor, via libera al progetto finale di Veneto Strade per il nuovo ponte

La commissione Via provinciale esprime parere preliminare positivo sul nuovo ponte di Vidor. Veneto Strade ha un anno per il progetto definitivo che dovrà includere una pista ciclabile

Enzo Favero
Il ponte di Vidor sul Piave
Il ponte di Vidor sul Piave

Con la trasmissione del decreto di parere preliminare positivo da parte della commissione Via provinciale, Veneto Strade ha ora un anno di tempo per presentare il progetto definitivo per la realizzazione del nuovo Ponte di Vidor, che deve essere conforme al parere ambientale espresso.

È stato infatti pubblicato dalla Provincia il parere preliminare di compatibilità ambientale espresso dalla commissione Via, necessario perché Veneto Strade possa procedere con la stesura del progetto definitivo da sottoporre ad autorizzazione. Un parere che ha accolto in particolare una osservazione che richiede un supplemento di progettazione rispetto a quanto già elaborato: la previsione di inserimento di una pista ciclabile nel nuovo ponte. Era stata non solo la Fiab, ma anche il comune di Pederobba a richiederla e la commissione provinciale Via la ha accolta e quindi in sede di progetto definitivo deve comparire.

Il parere

Si legge infatti nella quarantina di pagine del parere preliminare: “Rispetto al traffico ciclabile si ritiene opportuno che il progetto preveda la realizzazione di una pista ciclabile protetta ed adeguatamente raccordata ai percorsi esistenti per poter accogliere in condizioni di sicurezza l’importante volume di mobilità ciclabile”.

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E sempre in termini di ricadute sulla viabilità esistente, il parere delle commissione Via provinciale sottolinea che “il progetto deve prevedere soluzioni volte ad evitare l’aumento del traffico su via Erizzo o prevedere significative opere mitigative”. È un progetto che riguarda quattro comuni: Vidor, Pederobba, Cornuda e Crocetta che non hanno marciato tutti nella stessa direzione. Crocetta infatti puntava sul primo progetto, più corto di un chilometro e che avrebbe avuto minori riflessi sulla propria viabilità comunale.

La condizione

Ma proprio a proposito di quale progetto far diventare definitivo, sempre la commissione Via ha posto un’altra condizione che potrebbe complicare l’iter per la realizzazione del nuovo Ponte di Vidor. Oltre a chiedere infatti un approfondimento dell’analisi delle alternative progettuali prendendo in considerazione anche il progetto del 2014 oltre a quello del 2021, afferma che in sede di studio di impatto ambientale definitivo dovrà essere valutata anche l’opzione zero “intesa come mancata realizzazione dell’intervento, analizzandone in modo comparativo gli effetti ambientali, territoriali e socio-economici rispetto allo scenario di progetto.

Tale valutazione dovrà considerare, in particolare, le ricadute sul sistema della mobilità esistente, sui livelli di traffico, emissioni in atmosfera, sul clima acustico e sicurezza stradale, nonché le implicazioni in termini di consumo di suolo evitato e di tutela delle componenti ambientali e paesaggistiche”. —

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