Nuova biblioteca e centro culturale scontro politico su villa Longobardi

La giunta Bortolato boccia il progetto della Arena, insorge il centrosinistra. I dubbi dei progettisti sulla riqualificazione  



Dopo due anni nei cassetti ecco la verità sullo studio di Made Associati per la riqualificazione del parco di villa Longobardi. Protocollato in Comune il 20 dicembre del 2017 e commissionato dall’amministrazione Arena nel dicembre del 2016, l’approfondito documento di oltre 70 pagine era rimasto praticamente off limits anche per i consiglieri di maggioranza. Oggi il tema è tornato di scottante attualità ed è in atto un feroce scontro politico. Alcuni sostenitori dell’ex sindaco Carola Arena vorrebbero lanciare anche una raccolta firme e dare vita a un comitato. Al centrosinistra non è piaciuto il cambio di passo della nuova giunta leghista rispetto alla decisione di trasferire integralmente la nuova biblioteca all’interno del parco. Quello che per due anni è stato però omesso dal dibattito (anche quello interno alla precedente compagine di governo) è oggi finalmente disponibile.

Cosa emerge? Lo studio di Made Associati presenta otto diverse ipotesi progettuali. Si va dall’opzione zero, con il recupero dell’edificio esistente di villa Longobardi (650 metri quadrati), all’opzione 4.1, con l’ipotesi di un nuovo edificio di 230 metri quadrati ad un piano. Uno dei nodi più importanti riguarda l’integrazione tra i nuovi volumi e il parco circostante, testimonianza dell’architetto paesaggista Antonio Caregaro Negrin che risale al 1861 e dal 2010 è tutelata dalla Soprintendenza. Tra le alternative proposte il sindaco Arena e la sua giunta nell’ottobre 2018 approvarono la “Soluzione Op.3.2”. L’edificio, chiamato “Percorso”, è a forma di stella su una superficie lorda di 860 metri quadrati. Il progetto costa 2,3 milioni e prevede il trasloco completo di tutti i servizi dell’attuale biblioteca di via De Gasperi.

Ma a sollevare dubbi sono proprio i progettisti, che propongono di differenziare le funzioni, distaccando nel parco quelle che «non necessitano della funzione di prestito, come l’emeroteca e la wwteca ed eventuali sezioni di libri disponibili a scaffale aperto». Si sottolinea infatti che «per motivi di mantenimento del parco storico» la «funzione a pieno regime di biblioteca prevede un utilizzo intensivo dello spazio che presenta delle fragilità». Lo studio si chiude quindi con altre due proposte, chiamate “Padiglione”.

Nei giorni scorsi il sindaco Davide Bortolato, considerando l’ipotesi dei predecessori troppo onerosa e impattante («difficile ottenere l’ok della Soprintendenza su un progetto simile», commenta), ha dato mandato ai progettisti di sviluppare ulteriormente il progetto “Op.4”, padiglione a due piani, con 480 metri quadrati di superficie di cui 120 per aula studio, 25 per il prestito, 30 per la distribuzione, 30 per l’emeroteca, 110 per spazio ragazzi, 20 per la wwteca, 50 per il caffè letterario, 35 per uffici e 35 per aree di servizio. «Condivido la proposta fatta intelligentemente dai tecnici e che Arena ha totalmente ignorato non certo per amore della cultura ma molto probabilmente per calcolo politico e di propaganda elettorale», commenta il sindaco, «Abbiamo chiesto ulteriori approfondimenti per sviluppare la vicina area dei giardini. Differenziare gli spazi consentirà di dare vita a un vero parco policentrico della cultura tutelando l’inestimabile valore paesaggistico del parco romantico all’inglese». —



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