Nordio: «La riforma della giustizia tributaria è la priorità, per le imprese è più importante di quella penale»

Il ministro è intervenuto sabato mattina a Treviso a un convegno organizzato da Confartigianato. I processi lumaca nella nostra regione costano 3,3 miliardi di euro 

«La semplificazione serve soprattutto nella giustizia civile e in quella tributaria, dove c'è una complessità normativa che sfonda nella contradditorietà. Un evasore fiscale del resto non è mai andato in prigione, le leggi sono così complesse e contraddittorie che è accaduto di dover disobbedire ad alcune leggi per ottemperare ad altre». Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sabato mattina in un incontro con Confartigianato a Treviso.

«Non c'è azienda - ha sottolineato Nordio - che in una ispezione venga esentata dal pericolo di una qualche sanzione almeno formale; anche se ci si affidasse a eserciti di commercialisti non si sarebbe assicurati. Bisogna individuare tutte le leggi inutili, dannose o che, contraddicendosi, aumentano la litigiosità e l'incertezza del diritto. Questo ostacola i progetti di investimento in Italia».

Nordio ha quindi annunciato che «saranno semplificate le procedure, per cause di minore importanza con giudice monocratico tendente alla conciliazione. Sarà rafforzato l'organo di autogoverno di questi giudici. La giustizia tributaria è così delicata che secondo me deve allinearsi con la giustizia ordinaria», ha detto Nordio.

«Il consiglio che do ai miei colleghi è lavorare di meno e selezionare in modo più accurato quello che l'oggetto del contendere, soprattutto in diritto penale»: questo l’appello di Nordio in tema di giustizia penale. «Da magistrato - ha sottolineato Nordio - spesso critico verso i propri colleghi, dico che in quanto a preparazione e lavoro i nostri magistrati sono i primi in Europa. Estremamente produttivi e preparati. Purtroppo si devono occupare anche di cose futili, in penale, perché l'azione obbligatoria, in civile per burocrazie e complessità di procedure che rallentano il loro lavoro. In Italia si fanno tante cause inutili perché non si rischia nulla a parte la parcella dell'avvocato. Da noi non esistono lite temeraria, che c'è ma non abbastanza dissuasiva, e querela temeraria. Il pericolo che i nostri colleghi corrono - ha concluso - è quello di non saper decidere quando si stanchi e dunque a rischio di commettere errori».

Carlo Nordio e Mario Conte
Carlo Nordio e Mario Conte

«Cosa si aspettano le 124mila imprese artigiane venete dalla riforma della giustizia? Innanzi tutto che si pensi anche al civile ed al tributario e non solo al penale – su cui di frequente si arena la discussione - Poi che un sistema caratterizzato da un alto profilo di professionalità dei magistrati venga sgravato dal problema dei tempi della celebrazione dei processi. Devono essere previste piante organiche adeguate ai bacini di utenza (imprese, lavoratori e cittadini) della regione e ridotti i tassi di scopertura di giudici e personale amministrativo. La durata dei processi incide negativamente sulla percezione della qualità della giustizia ed il costo economico è importante, si stima 2 punti percentuali di PIL che, tradotto per il nostro Veneto significa 3,3 miliardi di euro. Non che sia l'unico elemento di competitività ma -in un confronto tra le regioni - risulta veramente strettissima la correlazione tra l'aumento del numero di cause pendenti ogni 1.000 imprese ed il calo del Pil pro capite.

Inoltre, come ricorda lo stesso PIRR, alla durata dei processi più elevata si associa una minore partecipazione delle imprese alle catene globali del valore una delle principali debolezze strutturali del nostro sistema. I problemi legati al fattore "tempo" in particolare per la giustizia civile e del lavoro, devono essere quindi al centro dell'attenzione nel dibattito». Questo in sintesi l'intervento del presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, all'incontro tra il sistema della Confartigianato Imprese Veneto e il ministro Carlo Nordio sui costi della giustizia tenutosi al centro congressi "Santa Caterina" a Treviso a cui hanno preso parte anche Mario Conte, sindaco di Treviso, Oscar Bernardi, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, e in videocollegamento il senatore Luca De Carlo, presidente IX Commissione del Senato.

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