Non solo Prosecco, il sidro made in Treviso alla conquista dell'America
Giovanni Camillo, di Nervesa della Battaglia, lancia un sidro extradry con metodo charmat e arriva a oltre 200.000 bottiglie prodotte: frizzante e leggero, va fortissimo tra i giovani

TREVISO. C’è uno speciale “spumante” trevigiano che sta andando forte negli Stati Uniti, in particolare in California e in Texas. Un “bollicine di mele” che in Australia ha vinto il “Best international cider”, una delle più importanti competizioni del Paese nel beverage-food.
Non è vino: è sidro. E perciò non teme neppure i dazi di Trump. È frizzante e adatto agli aperitivi perché è fatto con il metodo charmat, quello utilizzato con il più celebre Prosecco. Piace ai giovani perché è leggero e fa solo 6 gradi. A produrlo è il giovane Giovanni Camillo, 31 anni, di Nervesa della Battaglia (Treviso), produttore di Prosecco deciso a esplorare nuove strade per diversificare l’azienda di famiglia. Che portano in America ma anche in Australia, dove vive una parte della sua famiglia e dove lui vola sempre più spesso per far conoscere i suoi prodotti.
Giovanni Camillo è tra i giovani di Confagricoltura Treviso che hanno fatto della diversificazione e dell’innovazione la propria filosofia di vita. Iscritto a ingegneria, ha capito presto che la sua passione era la campagna e ha lasciato l’università per affiancare il padre Adriano, agricoltore, vivaista ed enologo. Il suo arrivo in azienda è stato una sferzata: nei 10 ettari di terra tra la collina del Montello e la campagna che costeggia il Piave ha piantato glera al posto dei kiwi, creando il brand di Prosecco Cester Camillo. Poi ha preso in affitto 6 ettari coltivati a mele in Friuli Venezia Giulia e ha dato vita all’etichetta Sidro del Bosco: oggi è a quota 200.000 bottiglie prodotte, oltre a parecchi fusti da 20 litri, keykeg, venduti per la spillatura alla spina.
“Nella mia storia c’è tanta Marca ma anche tanta Australia – racconta Camillo -. Mio nonno emigrò infatti tanto tempo fa nella terra dei canguri, dove creò un’impresa di costruzioni. Lì nacque mio padre e lì vivono ancora molti miei parenti, con il cognome di Cester, tra cui alcuni cugini che hanno cominciato a operare nel settore vinicolo. Da lì è partita l’idea di creare un anello di congiunzione tra le due famiglie e due mondi. In Australia ho venduto la mia prima bottiglia di Prosecco: oggi siamo a quota 100.000. Gli australiani sono grandi consumatori di vino, ma sono anche produttori e pure loro fanno il Prosecco, tant’è che il 50 per cento di quello venduto è proprio il loro. Per questo abbiamo pensato di diversificare creando un prodotto di nicchia, ed è nato il sidro. Mio cugino, Adrian Cester, ha messo in piedi una società con un produttore di mele e io ho affittato i campi di mele in Friuli. Tutti biologici, carta vincente per penetrare nei mercati esteri. È nato così questo “brut” di mele extradry: fresco, fruttato, diverso da tutti quelli che si bevono in Italia perché è meno dolce ed è più frizzante. Siamo gli unici produttori di sidro nella Marca e tra i pochi a livello nazionale. Abbiamo grandi margini di crescita”.
Il sidro, snobbato in passato come “vin de pomi”, sta diventando ora un prodotto ricercato con un’identità nuova e anche sulla spinta delle tendenze salutistiche. “Molte persone intolleranti al glutine, che non possono bere birra, scelgono il sidro, che si può gustare anche spillato alla spina – spiega Camillo -. Piace soprattutto ai giovani, nel mondo anglosassone, perché fa solo 6 gradi e si può bere sia come aperitivo, sia pasteggiando. È un prodotto di qualità e genuino e non sarà il solo in casa Cester Camillo. Abbiamo in serbo altri progetti della linea “mele”. Come diceva mio nonno, non bisogna mai adagiarsi, ma cercare sempre nuove strade”. Il Prosecco resta comunque un punto fermo del brand: “Tra poche settimane volerò a Sidney e Melbourne per organizzare eventi che promuovano il nostro vino. Mi piace spiegare la nostra storia e il nostro territorio, facendo capire il lavoro e la passione che sono alla base del grande successo del Prosecco nel mondo”.
Negli Stati Uniti il prodotto è sulla cresta dell’onda da alcuni anni, grazie ai consensi conquistati nel mondo dei millennials: esistono addirittura le “cider house”, dove al sidro vengono associate degustazioni ad hoc. In Italia, invece, la produzione di sidro è ancora di nicchia e proviene quasi esclusivamente da Trentino Alto Adige, Piemonte e Friuli. In aumento è però il numero di pub in cui viene offerto alla spina o in bottigliette, come a Milano, dove esistono locali dove viene messo perfino come ingrediente principale dello spritz. Succederà anche nella Marca?
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