«Noi nel giusto, pagheremo per evitare i contenziosi»

CONEGLIANO. È un fiume in piena l’ex dirigente Gianni Zorzetto, un’istituzione del Comune di Conegliano. Non ci sta a finire nel “calderone dei furbetti”. «Le delibere che si sono succedute dal 2008 con diversi sindaci sono divenute regolarmente esecutive e nessuno le ha mai impugnate», afferma. «L’amministrazione ha inteso erogare questi fondi: noi non abbiamo rubato niente, non abbiamo portato via niente a nessuno. Troppo facile che il consigliere Bortoluzzi dica che non ci sono soldi per i dipendenti, ma ci sono per i dirigenti. Siamo tutti legati a dei contratti di lavoro».
Il dirigente racconta come si sono succeduti i fatti. «Nel 2008 l’amministrazione aveva inteso effettuare una riorganizzazione, considerando il Comune di Conegliano struttura complessa. Non ci sono dei parametri ma è a libera interpretazione», sostiene. «Ci sono dirigenti nei Comuni anche nel Veneto che prendono fino a 30 mila euro in più rispetto al tabellare». Zorzetto è stato lo stakanovista del Comune, 43 anni di servizio, ha accumulato ferie non pagate per oltre 160 giorni. «Ho lavorato fino all’ultimo giorno», spiega Zorzetto, «il problema è che la questione è stata politicizzata, perché lunedì c’è l’approvazione del bilancio e si butta così benzina sul fuoco. La Corte dei Conti e il Mef, attivato da Bortoluzzi, potrebbero chiamare in causa l’amministrazione di Conegliano. Ma io non voglio vivere con una causa per anni, sono pronto a rimborsare e salverò più di un amministratore e qualche segretario comunale».
Salderanno il conto anche gli altri, seppure ritengano di aver percepito le somme secondo le norme. «Sono cose che rattristano, perché l’impegno e il lavoro ci sono stati», commenta Lorenzo Traina, segretario nel 2017. «È una questione di interpretazione: l’amministrazione comunale aveva motivato il provvedimento perché il ragionier Zorzetto aveva gran parte dei servizi del Comune, c’erano così due dirigenti in meno, era stata applicata la legge e il provvedimento secondo me era motivato. La Corte dei Conti ha interpretato diversamente, ma per correttezza nei confronti del Comune di Conegliano non presenteremo ricorso. Il Comune ha sempre dimostrato correttezza nei nostri confronti, provvederemo a rimborsare. Il problema della spesa pubblica in Italia non è certo questo: in passato a Conegliano c’erano dirigenti in più. Noi pensiamo di aver fatto un buon servizio per i cittadini di Conegliano e non abbiamo rubato nulla». «Era stato aperto un procedimento per una delibera del 2017, la realtà era completamente diversa nel 2008», ricorda Maurizio Tondato. «Io e il dottor Minardo non c’entravamo niente, nel 2008 i provvedimenti erano pienamente legittimi, rimane una grande amarezza. Ma una causa si trascinerebbe per anni, farò della beneficenza e spero che almeno questi importi vengano devoluti a favore del territorio e delle persone che hanno bisogno, per il sociale». —
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