Elena torna a casa dopo il ricovero per l’incidente in bici: «Voglio tornare in sella»
Elena Miglioranza è stata dimessa dopo lo schianto contro l’albero: «Fremo per ripartire»

Una storia dolorosa di cui si sta scrivendo il lieto fine. «Voglio tornare a gareggiare. Anche se i medici mi hanno detto che devo aspettare un po’». Elena Miglioranza martedì 28 luglio poco prima delle 17 ha varcato la soglia di casa nel portogruarese.
Tesserata per la squadra di ciclismo La Sorgente di Pradipozzo era rimasta vittima di un trauma respiratorio con perdita di conoscenza dopo essersi scontrata con un albero durante la gara regionale di Arcade.
L’incidente è avvenuto domenica 19 luglio nel territorio comunale di Nervesa della Battaglia. Elena è stata soccorsa da un infermiere e da una anestesista fuori servizio che le ha salvato la vita e poi dai medici e infermieri del Ca’ Foncello di Treviso. Un vero miracolo.
Il colpo con l’albero e la caduta avevano provocato una forte compressione dei polmoni e un lieve trauma cranico. Ma nessuna frattura e nessuna ferita interna all’addome e alle gambe. Merito anche di un ottimo fisico allenato.
La notizia delle sue dimissioni dall’ospedale è stata data dal presidente della Regione Alberto Stefani proprio mentre la sedicenne lasciava l’ospedale. Elena era in auto con il padre Andrea, noto ingegnere e presidente della società ciclistica per cui la giovane è tesserata con belle prospettive di fare carriera.
«Ringrazio tutti i compagni di squadra, ovviamente il mio presidente e tutti i dirigenti», ha detto, «ma chiaramente anche i medici e tutti coloro che si sono presi cura di me. Sono riconoscente».
Elena parla bene e sta migliorando il suo modo di esprimersi. Appena svegliata dal coma indotto le prospettive erano quelle di un miglioramento lento.
Domenica i giovani vincitori di tutte le gare di ciclismo giovanili hanno dedicato a lei ogni successo. Il sogno di Elena è quello di correre. Allenarsi e correre. «Voglio tornare presto in sella alla bicicletta, ma non so come sarà. Però i medici mi hanno detto di andarci piano, di riposare».
Elena non ha potuto seguire da vicino la fase finale del Tour de France. Il suo idolo però è una sorpresa: «Il mio preferito è Giulio Ciccone».
Il padre ha cercato quell’anestesista di con non ricordava il nome. Attraverso l’ospedale di Treviso era stato lanciato un appello al ritrovamento. Così è stato organizzato l’incontro con Silvia Orazio, la donna a cui Elena deve la vita. Andrea e Silvia si erano abbracciati suggellando il lieto fine. Infine gli ultimi giorni di degenza.
La scorsa settimana Andrea aveva parlato coi medici e non si era fatto troppe illusioni. Aveva capito di una possibilità di degenza più lunga del previsto. Ma questo significa che Elena era migliorata al punto da avere scalato le tabelle di marcia, raggiungendo la salita e poi la discesa vedendo il traguardo, ovvero le sue dimissioni. Questa però non era una gara.
«Sono rimasto sorpreso anche io e mi sono fatto contagiare dall’emozione» ha raccontato Andrea Miglioranza, «l’emozione di vedere Elena a casa è unica. Questo viaggio ha il sapore dolce del ritorno alla vita. Sono stati giorni difficili. I medici sono stati chiari con lei. Le hanno detto di riposare. Poi si vedrà», ha aggiunto.
Una volta varcata casa Elena ha visto che tutto era rimasto al proprio posto. Il salotto, la cucina e la sua cameretta dove sogna di diventare come Ciccone. Tornerà a gareggiare? Può saperlo lei superando le sue paure o aggredendo coi pedali il mostro dell’incidente.
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