Muore durante l'arresto a Conegliano. La ricostruzione: la fuga e la rissa coi poliziotti

CONEGLIANO. Il sostituto procuratore di turno, Barbara Sabattini, ha disposto un’autopsia per stabilire le esatte causa della sua morte del trentenne camerunense deceduto a Conegliano lunedì sera mentre alpolizia lostava arrestando.
La tragedia è avvenuta davanti agli occhi di molte persone e nelle ultime ore pare si sia riuscitia fare luce sulla dinamica di quanto accaduto. Secondo la ricostruzione una pattuglia delle Volanti aveva incrociato per la prima volta Donald Fombu Mboyo (noto per un precedente di polizia alle spalle per droga) alle 14.30 nei pressi di via Manin. Alla vista degli agenti il camerunense è scappato provando a far perdere le sue tracce, pe rragioni non ancora chiare. Poco dopo le 16 però “Baba Jaoh”, come era conosciuto dai connazionali, si è presentato all’interno del locale “Safari Club” di via Manin un po’ su di giri probabilmente a causa degli alcolici bevuti fino a poco prima.
Da lì sarebbe partita la chiamata al 113. "Urlava, gridava cocaina" hanno detto i residenti. Alla vista degli agenti il camerunense avrebbe cercato ancora la fuga raggiunto però dai poliziotti che lo hanno fermato. Lo straniero avrebbe opposto una violenta resistenza, colpendo anche gli agenti, una colluttazione durata qualche secondo fino a quando il trentenne sarebbe improvvisamente stramazzato al suolo ancor prima di essere ammanettato.

Anche diversi stranieri hanno assistito prima alla colluttazione e poi al decesso del connazionale. Diversi di loro hanno sostenuto che gli agenti avrebbero utilizzato metodi eccessivamente duri per bloccare il trentenne. Circostanza però smentita da alcuni altri testimoni che avrebbero affermato che gli agenti non hanno commesso abusi.
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