Tomitano, sindacati dal prefetto: prosegue lo stato di agitazione

I sindacati restano contrari all’esternalizzazione del nucleo Riviera, che dal 1° ottobre coinvolgerà 15 operatori. Dopo l’incontro interlocutorio in Prefettura, Cgil, Cisl e Uil solleciteranno un confronto con il presidente Renzo Cester

Mattia Toffoletto
La lettera consegnata in Prefettura
La lettera consegnata in Prefettura

 

Restano preoccupati per l’esternalizzazione del nucleo Riviera: alla Tomitano Boccassin lo stato di agitazione è ancora aperto e a breve i sindacati solleciteranno un incontro con il presidente della casa di riposo, Renzo Cester, assente al confronto di ieri mattina in Prefettura.

L’incontro

È stato infatti interlocutorio il summit fra le tre sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil) e i vertici della casa di riposo (presente il direttore Massimo De Bortoli) Tomitano Boccassin di Motta di Livenza, nuova puntata della vicenda scoppiata nelle settimane scorse per via della decisione dell’rsa di esternalizzare – dal 1 ottobre – un nucleo di operatori (il Riviera), l’equivalente di 15 oss, pari a circa il 30 per cento dei 52 dipendenti della struttura che attualmente ospita 145 residenti.

«Orari ridotti»

«Abbiamo manifestato al prefetto la nostra preoccupazione per un’esternalizzazione che avrà l’effetto di peggiore la qualità del servizio, considerando che il contratto dei lavoratori in appalto prevede anche una riduzione dell’orario di assistenza, scendendo da 44 ore a 41 e mezza. Senza contare che le modalità contrattuali di una cooperativa non sono le stesse di una Ipab», spiega Mario De Boni, segretario Funzione pubblica Cisl Treviso Belluno.

In ballo c’è il nucleo Riviera, l’ala che accoglie 22 ospiti della struttura, i più fragili. «Lo stato di agitazione permane, nel verbale sarà precisata la sospensione dell’incontro. Ci saranno altre puntate, solleciteremo un incontro con il presidente della struttura», confermano, usciti dalla Prefettura, Roberto Meneghello (Uil) e Luana Sartoretto (Cgil).

Confronto mancato

I sindacati ripensano ai piani prospettati in passato, che pare non prevedessero l’appalto per il nucleo Riviera: «Sebbene in passato presidente e Cda avessero escluso categoricamente l’ipotesi di ulteriori appalti, ci siamo trovati calata dall’alto una delibera che prevede un’ulteriore esternalizzazione. Senza alcun confronto preventivo con Rsu e sigle sindacali.

E, soprattutto, senza aver informato gli stessi lavoratori», prosegue Mario De Boni, segretario generale Cisl Fp Belluno-Treviso. Già lo scorso 17 luglio le organizzazioni sindacali avevano diffidato l’Ipab dal procedere con l’affidamento in appalto del servizio socio-assistenziale, chiedendo l’immediata sospensione di ogni atto contenuto nella delibera approvata dal Cda otto giorni prima. Gli stessi sindacati, con una nota unitaria del 2 luglio, avevano richiesto l’apertura di un tavolo di confronto sulla riorganizzazione del servizio, senza però ricevere riscontri dalla dirigenza dell’rsa. Si è arrivati così alla proclamazione dello stato di agitazione, confermato dopo l’incontro prefettizio di ieri, conclusosi con un nulla di fatto.

«La risposta alle enormi difficoltà a reperire personale per l’assistenza», conclude il sindacalista Cisl, «non può essere appaltare i servizi. Al contrario, occorre valorizzare gli operatori con trattamenti economici e normativi adeguati alle reali responsabilità. Solo così si può assicurare una gestione pubblica efficiente, trasparente e lungimirante».

 

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