Morto annegato nel liquame irregolarità nei suoi documenti

Attesa per l’esito dell’autopsia che sarà eseguita domani dall’anatomopatologo La Procura, che indaga per omicidio colposo, ha chiesto nuovi approfondimenti

altivole. Emergono le prime irregolarità per quanto riguarda i documenti del venticinquenne indiano Joseph Pudota, deceduto il pomeriggio della vigilia di Natale, cadendo all'interno di una vasca di liquami dell'azienda agricola Dallan in via Cornere ad Altivole. Carabinieri e Spisal avrebbero infatti accertato che il ragazzo non fosse ancora in regola con il permesso di soggiorno. Un’ipotesi che aveva iniziato a farsi avanti da quando la madre aveva consegnato agli inquirenti il documento d’identità del fratello e non quello di Joseph. Ma questo è solamente uno dei fronti aperti dalla tragedia del pomeriggio del 24. E un secondo punto fermo sarà messo dall’autopsia che sarà eseguita domani dal dottor Alberto Furlanetto. L’anatomopatologo in particolare dovrà stabilire se il povero indiano è morto per un malore o per il soffocamento dovuto ai liquami. Intanto la Procura ha aperto un'inchiesta ipotizzando il reato di omicidio colposo e indagando il titolare della ditta, Cristian Dallan, e la moglie.

la documentazione

Dunque ci sarebbe la conferma che Joseph Pudota non avesse i documenti in regola.Era una delle richieste fatte dal sostituto procuratore Anna Andreatta ai carabinieri che stanno indagando sulla vicenda. A colpire era stato il particolare che la madre avesse consegnato ai militari il documento d'identità del fratello che in realtà vive negli Stati Uniti. Scartata l'ipotesi che possa essersi sbagliata, si era ipotizzato che il povero Joseph non avesse i documenti in regola e che quel documento servisse in caso di controlli. E questo starebbe trovando conferma in queste ore.

l’incidente

Una seconda certezza riguarda il fatto che non siano coinvolte terze persone nel luogo della morte. Dalle prime ricostruzioni effettuate dai militari dell'Arma e dalla Spisal sembra che l’indiano stesse sostenendo un periodo di prova. È stata una morte assurda, avvenuta lontano dagli occhi di chi si trovava il pomeriggio della vigilia di Natale nell'allevamento di anatre e il cui titolare Dallan, imprenditore agricolo di Riese. La vigilia di Natale si lavorava all'allevamento avicolo di via Cornere e lì c'era anche il giovane indiano residente in via Pomini a Barcon di Vedelago. È stato visto vivo l'ultima volta nel pomeriggio, verso le 16. 30, mentre si trovava vicino alla vasca dei liquami, in pratica una fossa dotata di scivolo, una vasca di una decina di metri dove confluiscono i liquami degli animali allevati e nelle cui vicinanze probabilmente il giovane stava facendo dei lavori di pulizia. All'interno della vasca c'erano un paio di anatre e il giovane operaio stava cercando di farle uscire da lì. Nelle vicinanze si trovava una donna, che gli ha detto di lasciar perdere perché tanto sarebbero poi uscite da sole. Poi la donna si è allontanata e quella è stata l'ultima volta che il giovane è stato visto vivo. La donna è tornata poco tempo dopo ma non ha più visto il giovane nelle vicinanze della vasca dei liquami. Deve aver pensato che l'operaio indiano si fosse allontanato ed è proseguita oltre. Invece probabilmente l'operaio era già finito dentro la vasca, soffocato dai liquami. Il giovane è stato trovato un paio di ore dopo. —

G.B.

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