Morti sul lavoro, avvocati gratis per i familiari durante i processi

Nei comparti di legno ed edilizia si sono registrate tre vittime nella Marca nel corso del 2026. La Fillea chiede che il Parlamento approvi la proposta di legge sul gratuito patrocinio per i familiari delle vittime del lavoro

Andrea Dossi

Tre morti in provincia di Treviso (Livio Baldin, Francesco Vona e Kujtim Osmani) e nove in Veneto nei primi 7 mesi del 2026 nel comparto delle costruzioni. È il dato provvisorio della Fillea Cgil sui dati Inail, al centro ieri della seconda edizione de “La Repubblica delle vittime del dovere”, al Bhr Hotel di Quinto.

L’assemblea nazionale della federazione dei lavoratori edilizia e costruzioni ha riunito delegati Rls e Rlst da tutta Italia. Il 23 settembre, sarebbe stato il compleanno di Mattia Battistetti, l’operaio di 23 anni morto nel 2021 in un cantiere di Montebelluna. La serata è stata chiusa dallo spettacolo “El paròn è sempre assolto”, a lui dedicato.

La Fillea chiede che il Parlamento approvi la proposta di legge sul gratuito patrocinio per i familiari delle vittime del lavoro, indipendentemente dal reddito. Il testo, sottoscritto da maggioranza e opposizione, è già in commissione.

I processi costosi

«Sappiamo che è andata in commissione e per noi è prioritario che venga approvata prima della fine della legislatura. Questo permetterebbe alle famiglie di vittime sul lavoro di avere il gratuito patrocinio indipendentemente dal reddito, cosa che oggi non c’è», ha detto Antonio Di Franco, segretario generale nazionale della Fillea Cgil. Ha aggiunto che la misura aiuterebbe soprattutto chi non può difendersi. Di Franco ha spiegato che le famiglie, nei processi, possono ipotecare casa o rinunciare a consulenze tecniche contro imprese più forti. «Mattia Battistetti è l’emblema di quello che non va bene e che bisognerebbe fare», ha detto Di Franco.

Assoluzione e polemiche

Il 18 marzo scorso i datori di lavoro delle imprese coinvolte sono stati assolti perché il fatto non sussiste; condannati il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione e altri due lavoratori. «Facciamo un appello alla Procura della Repubblica: rispetto ad alcune sentenze, la verità va accertata fino in fondo perché potrà riguardare la vita di tanti altri. Registriamo troppi casi in cui a pagare sono solo i lavoratori», ha detto Di Franco. E ha proposto di tutelare chi testimonia: «Assicuriamo a chi denuncia una ricollocazione obbligatoria o la tutela del posto di lavoro e vedremo quanti testimonieranno nei processi. Assistiamo a lavoratori che non dicono la verità perché sono sotto ricatto».

I numeri diffusi dalla Fillea indicano 22 morti in Veneto nel comparto tra gennaio 2025 e luglio 2026: 16 nell’edilizia e 6 negli impianti fissi. In provincia di Treviso sono 5, dei quali 2 nell’edilizia e 3 negli impianti fissi; 4 dei decessi sono avvenuti durante l’attività lavorativa. Nei primi 7 mesi del 2026 le denunce d’infortunio nelle costruzioni in Veneto sono state circa 2.900, in linea con il 2025. Il trevigiano Mauro Visentin, segretario generale della Fillea Cgil Veneto, ha chiesto interventi concreti: «Bisogna iniziare a essere concreti, c’è la necessità di creare strumenti per fare deterrenza e aumentare la sicurezza sul lavoro. Il rischio è che la sicurezza arrivi dopo e con la necessità di fare in fretta, questo non ce lo possiamo più permettere».

Il dibattito

Nel pomeriggio, al confronto hanno partecipato familiari delle vittime da tutta Italia, la madre di Mattia, Monica Michielin, Di Franco, Visentin, la segretaria della Cgil trevigiana Sara Pasqualin e l’onorevole Chiara Gribaudo, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro. In apertura, Alberto Berardi ha tenuto una lezione sul diritto penale della sicurezza.

 

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