Morta Anna Craighero, insegnante e scrittrice. La figlia: «Voleva il fine vita»
Aveva insegnato alle medie Felissent e Mantegna in città e poi a Quinto, scriveva libri ed era stata campionessa di danza sportiva. La battaglia contro la leucemia mieloide, poi la scelta di sospendere i farmaci per affidarsi alle cure palliative

È mancata nella notte di martedì 17 febbraio a 78 anni, Anna Craighero Mantengoli: insegnante, scrittrice e danzatrice per passione. Due anni fa le era stata diagnosticata la leucemia mieloide acuta, una malattia che ha affrontato con quella dolcezza grintosa che la caratterizzava. Ha combattuto fino a che le forze le hanno consentito una vita dignitosa. Poi ha scelto di sospendere le cure farmacologiche per affidarsi alle cure palliative.
«La mamma era favorevole alla legge sul fine vita. Come famiglia teniamo a dire che è urgente che venga approvata questa legge» dice la figlia giornalista Vera. «Più volte in questi due anni aveva smentito i pronostici sulla sua imminente morte», ricorda, «Ogni attimo era diventato un dono da vivere fino all’ultimo. In questo periodo, sempre sostenuta da mio papà Marco con il quale condivideva la vita da oltre 50 anni, Anna era riuscita a ultimare il romanzo “La ragazza dei sandaletti” e a scriverne uno nuovo, sul bombardamento a Treviso del 7 aprile 1944». Lettrice instancabile, aveva sempre un libro in borsa. Amava camminare soprattutto in mezzo alla natura e adorava il ballo tanto da aver praticato per quasi 30 anni danza sportiva a livello agonistico conquistando, in coppia con il marito, un posto in finale ai campionati mondiali over 65 nel 2016.
Anna Craighero era stata insegnante nelle scuole medie cittadine Felissent e Mantegna, e in quelle di Quinto.«Da brava prof, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da apprendere» ricorda Vera. «Tra le amiche, era noto il suo pollice verde e la sua incredibile capacità di fare sbocciare fiori, ma non solo. Chiunque le stesse vicino sentiva sbocciare amore e gentilezza».
Anna lascia il marito Marco, le figlie Vera e Valeria, e il genero paolo Canal. L’ultimo saluto giovedì 19 alle 10 nella chiesa di San Bartolomeo. Non fiori, ma opere di bene alla ricerca (Airc), al sostegno dei malati (Ail) e ad Advar.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








