Monti, fumata grigia L’azienda paga dicembre ma resta ancora in bilico

maserada. Il giudice chiamato ieri a valutare lo stato di insolvenza della Tessitura Monti, che cammina su un filo sottile tra amministrazione straordinaria e fallimento, si è riservato di emettere una sentenza nel giro di qualche giorno, e comunque prima di Natale. Resteranno ancora col fiato sospeso, quindi, i 248 lavoratori dello stabilimento di Maserada, che dall’udienza di ieri al Tribunale delle imprese di Venezia speravano di scorgere qualche segnale circa il loro futuro. Come accaduto per un altro gigante del tessile in crisi, Stefanel, al giudice serve qualche giorno in più per decidere. In quel caso la sentenza fu favorevole, e permise alla società di tentare il rilancio tramite l’amministrazione giudiziaria e il commissario giudiziale. Nel caso della Monti, un possibile commissario è già stato individuato con il Mise, ma si tratta di un passaggio formale che non fa pendere l’ago della bilancia né in una direzione né nell’altra. Le fonti sindacali fanno comunque sapere che la sentenza arriverà entro Natale, gli addetti dovranno quindi attendere soltanto qualche giorno per capire se per la Monti esiste una possibilità di rilancio o se il fallimento sarà l’unica strada percorribile. Una buona notizia in questi giorni è comunque arrivata: l’azienda ha pagato regolarmente gli stipendi di dicembre, mentre restano congelate le mensilità di ottobre, novembre e metà settembre. I dipendenti continuano a prestare regolarmente servizio, e non c’è traccia di agitazioni o scioperi all’orizzonte. «Ci auguriamo che il commissario sia nominato quanto prima, vorrebbe dire che l’azienda può continuare a lavorare in esercizio provvisorio» fa sapere una fonte sindacale, «in ogni caso avremo la risposta prima di Natale, e solo allora sapremo come muoverci». —
Andrea De Polo
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