Montebelluna. Addio a Bisol, il patriarca del Prosecco

Giustino aveva compiuto 100 anni a novembre. Intuì per primo le potenzialità della Docg e fondò la Cantina Ruggeri

MONTEBELLUNA. Si è spento nella sua casa di Montebelluna - quella Villa Legrenzi che si trova all'incrocio tra via Santa Maria in Colle e via XXX Aprile in centro - all'età di 100 anni compiuti lo scorso novembre, Giustino Bisol, uno dei pionieri del prosecco e fondatore della Cantina Ruggeri, azienda al top nella produzione di Prosecco Docg. Era stato un pioniere Giustino Bisol, aveva puntato tutto sulla qualità e aveva portato il suo marchio, ceduto nel 2017 ad una società tedesca, ai vertici della produzione di Prosecco Docg.

LA CARRIERA

Era nato il 15 novembre del 1919 in una casa di San Pietro di Barbozza ed era stato tra i primo viticoltori della zona di Valdobbiadene. Erano stati lui e pochi altri a capire le potenzialità di un vino che ha fatto diventare ricco negli anni il Valdobbiadenese e a dare avvio ad una economia che è andata sempre crescendo fino ai livelli di oggi. Quinto di sei fratelli, figlio di Luigi Bisol, enologo e nipote di un distillatore, Giustino Bisol fin da piccolo aveva avuto a che fare con i grappoli d'uva e con la vinificazione. Ma è nel 1950 che prende corpo quel progetto che porterà la Ruggeri ad essere uno dei marchi di punta del Prosecco, quel prodotto che col tempo ha fatto diventare i vigneti delle colline di Valdobbiadene una fonte inesauribile di ricchezza. È infatti in quell'anno che Giustino Bisol, assieme al cugino Luciano Ruggeri, fonda la Cantina Ruggeri & C. a Santo Stefano di Valdobbiadene: lui si occupa dei conti, il cugino della vinificazione, un sodalizio durato fino al 1989, quando Luciano Ruggeri viene liquidato e la società è tutta di Giustino Bisol. È il periodo in cui la Cantina Ruggeri cambia pelle, costruisce una nuova e più ampia sede, inaugurata nel 1993, e si spinge verso l'internazionalizzazione del prodotto, puntando però sempre a mantenere inalterato il livello qualitativo.

UN PIONIERE

Quando Giustino Bisol aveva iniziato a produrre Prosecco erano ancora pochi i viticoltori nella zona, ma già si vedevano le potenzialità del prodotto che poi avrebbe spopolato conquistando quote su quote del mercato a scapito dello champagne. Prima però c'erano stati gli studi e la guerra. Giustino Bisol era stato infatti uno dei primi studenti dell'istituto tecnico Riccati e poi si era iscritto alla facoltà di economia di Ca' Foscari. Aveva fatto anche la Seconda Guerra Mondiale, col grado di capitano, era stato sui fronti del Moncenisio, della Libia, dei Balcani, era stato anche ferito in combattimento e gli era stata conferita la croce al valor militare, dopo l'armistizio era finito in un campo di lavoro nazista in Germania.

IL MARCHIO

Sei anni lontano da casa, al ritorno la laurea a Venezia e poi l'avvio di quel progetto che porta la Ruggeri, con i suoi 30mila quintali di uve lavorate, a diventare uno dei marchi del Prosecco docg più noti al mondo. Alle redini della Ruggeri era rimasto fino a 87 anni, affiancato dal figlio Paolo, poi aveva preferito ritirarsi pur senza far mancare i suoi consigli. Giustino Bisol lascia il figlio Paolo e i nipoti Giustino e Isabella. I suoi funerali saranno celebrati lunedì alle 10,30 nel Duomo di Montebelluna, dove sarà presente tutto il mondo dell'enologia. —


 

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